Outlander – L’ultimo vichingo

OUTLANDER – L’ULTIMO VICHINGO di Howard McCain. Con Jim Caviezel, John Hurt, Sophia Myles, Jack Huston. USA, 2008. Fantascienza.

In pre-produzione fin dal 1998, Outlander – L’ultimo vichingo è un film inizialmente pensato per il solo home video. L’alieno Kainan si schianta con la propria navetta sulla Terra, nel 709 d. C., in Norvegia. Qui, dopo aver imparato la lingua e la cultura del posto grazie alla propria tecnologia, entra in contatto con un villaggio di vichinghi, che inizialmente lo fanno prigioniero credendolo un nemico. Con Kainan, però, è arrivato anche un Moorwen, una creatura carnivora ed aggressiva, che comincia a decimare la popolazione della zona. Aiutando i vichinghi a combattere il mostro, Kainan comincia a guadagnarsi la fiducia di re Rothgar e dei suoi uomini.

Il film di Howard McCain potrebbe benissimo essere ribattezzato Beowulf Vs Aliens, e renderebbe meglio l’idea di ciò che il regista americano ha realizzato dopo dieci anni di lavoro e revisioni sulla propria sceneggiatura. L’idea di base del film è divertente ed originale, l’opposto di altri film di genere come Il regno del fuoco: contaminare un ambiente epico-fantasy con elementi fantascientifici, arrivando così a creare un B-movie in prima battuta interessante ed intrigante, un sottogenere accattivante. La realizzazione in sé, però, fa spesso rimpiangere una mano più esperta alla regia od uno sceneggiatore più coerente ed accorto: vistosi errori logici (un uomo impregnato di petrolio che non prende fuoco a contatto con le fiamme, la pelle dei mostri talmente dura da spezzare le spade ma non abbastanza per non sentire i calci di una ragazza, torce che si accendono appena tirate fuori dall’acqua, pozzi sotterranei che finiscono, a scendere, sulla vetta di una montagna ecc), un rallentamento di ritmo quasi insostenibile nell’ultima mezz’ora, posticce morali sul colonialismo e l’emancipazione femminile. Oltre a ciò, sono fin troppe le idee “prese in prestito” da altri film, di fantascienza e non: anzitutto la saga di Alien e Predator (crossover compresi), Il Signore degli Anelli (fra le altre cose, uno dei personaggi si chiama Boromir), Il 13mo guerriero, Pitch Black, Spiriti nelle tenebre, Jurassic Park e probabilmente molti altri. Il design della creatura e gli effetti speciali in generale convincono, i saltuari salti nell’horror-splatter non dispiacciono, il cast si muove più che bene nei panni dei fieri guerrieri vichinghi, a partire da Jim Caviezel, che, sforzandosi di non far assumere al proprio personaggio la figura salvifica che ormai gli è rimasta attaccata addosso da La passione di Cristo, lo trasforma in una figura tragica, perennemente malinconica, che regala un divertente finale anti – E. T. I comprimari sono all’altezza e divertono: dalla splendida e androgina Freya di Sophia Myles al brutale e vanesio Wulfric di Jack Huston, passando per il saggio e clemente Rothgar di John Hurt fino al potente e carismatico Gunnar di Ron Perlman. Sicuramente meno peggio di quanto ci si possa aspettare da un film del genere, Outlander – L’ultimo vichingo ha il pregio di sperimentare un nuovo sottogenere ed il difetto di saccheggiare innumerevoli altri film per farlo: poco al di sotto della media, rimane comunque uno spettacolo godibile.

TITOLO ORIGINALE: Outlander

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