2010: L’anno del contatto

2010: L’ANNO DEL CONTATTO di Peter Hyams. Con Roy Scheider, John Lithgow, Helen Mirren, Keir Dullea. USA, 1984. Fantascienza.

Tratto dal romanzo di Arthur C. Clarke 2010: Odissea due, 2010: L’anno del contatto è il seguito di 2001: Odissea nello spazio. 2010: la Terra è ormai sull’orlo dell’autodistruzione a causa dell’imminente conflitto nucleare fra Stati Uniti d’America e URSS. Nell’ultimo, disperato tentativo di creare un terreno di collaborazione fra le due superpotenze, viene inviata una squadra di ricerca su Giove, alla ricerca del super computer HAL 9000, per riattivarlo e sapere da lui i motivi del fallimento della missione della squadra mai tornata nove anni prima. Una volta arrivati, gli astronauti si troveranno a fronteggiare anche il mistero dei Monoliti e del redivivo Bowman, tornato ma irreversibilmente cambiato dalla sua esperienza cosmica.

Quasi scherzando, Clarke telefonò a Kubrick dopo l’uscita del suo 2010: Odissea due dicendogli di impedire a chiunque di farne un film, in modo da poter stare tranquillo. Quando la MGM propose a Kubrick di girare il film, quindi, il regista americano immancabilmente rifiutò la proposta, non essendo interessato a riprendere i fili di una storia che per come la vedeva lui era già conclusa; il progetto fu invece accolto entusiasticamente da Peter Hyams, che però volle la benedizione di Clarke e dello stesso Kubrick prima di poter cominciare. Nonostante la stima intellettuale che Hyams ha per Kubrick, indubbiamente i due sono registi totalmente diversi: incapace di imitare i voli pindarici di Kubrick ed i suoi sottotesti filosofico-intellettualisti, Hyams decide di semplificare anche la trama del romanzo, tornando ad una fantascienza più classica, che magari risente dell’alone metafisico di 2001, ma che non ci si avvicina lontanamente né in quanto a qualità né in quanto a profondità intellettuale. Fondamentalmente, 2010: L’anno del contatto si inserisce nel filone della fantascienza anti-Guerra Fredda che dagli anni ’50 – ’60 riempie le sale americane. Su modello di Ultimatum alla Terra, la salvezza per la Terra viene dall’esterno, da un popolo illuminato che sceglie di condividere la propria esperienza ed il proprio sapere. Il difetto peggiore è l’antitesi al pensiero ermetico kubrickiano: ogni singolo elemento viene spiegato nel dettaglio, dalla pazzia di HAL 9000 al ritorno di Bowman, fino anche alla natura dei Monoliti; il cinema popolare americano irrompe senza grazia in un mondo misterioso ed affascinante, eliminando del tutto il mistero, e quindi gran parte del fascino, e lasciando al suo posto una serie di effetti speciali e riflessioni su pace ed armonia assolutamente inflazionate. Certo, nessuno avrebbe potuto fare di 2010 un film all’altezza del predecessore, se non Kubrick stesso, ed il risultato finale è comunque pregevole e ben realizzato, ma per chi si aspetta un altro 2001, la delusione è grande. Cameo di Arthur C. Clarke.

TITOLO ORIGINALE: 2010: The Year We Make Contact

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1 Comment

  1. Condivido.
    A 2010 manca quell’aria mistica, religiosa e soprannaturale che ha reso 2001 cosi’ speciale ed unico.
    2001 e’ un’esperienza da assaporare da soli, al buio in silenzio. 2010 e’ il classico film da pop-corn in famiglia.

    2010 mi e’ piaciuto, ma non come proseguo di 2001, e’ un bel film, gurdatelo, ma putroppo perderete quel fascino che 2001 vi aveva lasciato…quel dubbio sulla fine del Voyager, sul perche’ e cosa volesse significare 2001…

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