Harry Potter e il Principe Mezzosangue

HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE di David Yates. Con Daniel Radcliffe, Michael Gambon, Bonnie Wright, Jim Broadbent. GB, USA, 2009. Fantasy.

Tratto dall’omonimo romanzo di J. K. Rowling, Harry Potter e il Principe Mezzosangue è il seguito de L’Ordine della Fenice. I Mangiamorte di Voldemort si fanno ogni giorno più potenti, e cominciano ad attaccare anche il mondo dei Babbani. Il sesto anno ad Hogwarts, per Harry Potter, sarà diverso da ogni altro prima: Silente, infatti, sta cercando di scoprire il segreto per sconfiggere Voldemort, e chiede proprio l’aiuto di Harry. Starà al ragazzo entrare nelle grazie del nuovo professore di Hogwarts, Horace Lumacorno, e convincerlo a rivelargli un oscuro segreto del suo passato. Nel frattempo, però, le attenzioni di Harry si dividono fra i tormenti sentimentali dei suoi amici e le ambizioni del sinistro Draco Malfoy…

Dopo la decisione della Warner di rimandare la data d’uscita del film dall’originale novembre 2008 (ufficialmente per non entrare in concorrenza con Twilight, ufficiosamente per riadattare la pellicola al 3D), esce finalmente il sesto film tratto dalla saga fantasy della Rowling. Visto il successo, anche di critica, de L’Ordine della Fenice, per Il Principe Mezzosangue la Warner richiama l’inglese David Yates alla regia. Visto e considerato che sotto molti aspetti il sesto può essere considerato il più riuscito dei romanzi della scrittrice britannica, l’impresa di Yates stavolta si è rivelata più ardua del previsto: non solo fare in modo di accontentare i sempre esigentissimi fan, ma anche cercare di ritrasporre su pellicola la complessità narrativa e lo spirito del romanzo originale, senza peraltro arrivare ad ingolfare il film con un’eccessiva fedeltà allo stesso. Il risultato è tutto sommato accettabile, ma non raggiunge i livelli sperati: sebbene Harry Potter e il Principe Mezzosangue è un fantasy godibile, divertente, zeppo di effetti speciali mozzafiato, appassionante anche nella resa dei vari personaggi, molto della profondità, del senso di tragica sconfitta e di impotenza del romanzo vanno inevitabilmente perduti nella trasposizione, e alcuni tagli arrivano a confondere lo spettatore digiuno dai libri (non si spiega nemmeno il perché del soprannome “Principe Mezzosangue”, nonostante dia il titolo al film). Enorme peso viene dato alla parte sentimentale della vicenda dei protagonisti, condita, al contrario che nel romanzo, da situazione decisamente allusive e ammiccamenti spesso fuori luogo. Il cast originale non delude, specie Michael Gambon ed Alan Rickman, che continuano a distanziarsi di diverse spanne dai colleghi più giovani, con la possibile eccezione di Rupert Grint che, con gli anni, ha affinato le proprie doti recitative; fra le new entry la fa da padrone Jim Broadbent, alias Horace Lumacorno, professore dal passato oscuro, tormentato, elitarista, ambiguo e, tutto sommato, tragico; poco sfruttato invece il selvaggio Fenrir Greyback di Dave Legeno, così come la maggior parte dei personaggi, anche veterani, che tornano perlopiù come comparse. Nel complesso, comunque, Yates si riconferma come regista attento allo spirito della Rowling, capace di ritrasporre l’essenziale senza curarsi troppo (spesso con risultati dubbi) della lettera.

TITOLO ORIGINALE: Harry Potter and the Half-Blood Prince

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5 Comments

  1. per rendere al meglio i libri della rowling, ci vorrebbero 3 film per ogni volume della saga, e non so nemmene se basterebbero…in ogni caso secondo me questo è il migliore dei film fin qui realizzati, perchè secondo me saggiamente così come il film precedente dà un tono meno spettacolare alla vicenda (le scene d’azione sono ridotte al minimo) ma più intimo e personale…cmq rispetto al libro, ovviamente, non vi sono paragoni. Immenso Alan Rickman

  2. Non sono riuscito affatto ad apprezzare il film, molti passaggi essenziali sono stati rimossi, avrei visto molto meglio un finale più coerente col libro a discapito di scene come harry che imbrocca una tizia al bar (!?) o ron che vince la partita.

    Tabris

  3. mah.. sinceramente mi aspettavo un film di gran lunga superiore: troppi sono gli aspetti importanti abbandonati a se stessi e assolutamente poco [o per niente] spiegati (il passato di Voldemort e quello di Piton) e troppo importanti sono invece i personaggi molto poco approfonditi (Piton primo fra tutti); e il tutto a discapito di una troppo abbondante prima parte veramente stupida e fin troppo adolescenziale. spero in una rapida ripresa nel prossimo film.

    *Asgaroth

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