Le cronache dei morti viventi

LE CRONACHE DEI MORTI VIVENTI di George A. Romero. Con Joshua Close, Michelle Morgan, Scott Wentworth, Shawn Roberts. USA, 2007. Horror.

Quinto capitolo della saga dei morti viventi di Romero, Le cronache dei morti viventi ha vinto un Critics Award al Gérardmer Film Festival. Jason Creed, studente alla scuola di cinema, sta girando assieme ad alcuni compagni ed al professor Maxwell un film horror per il suo diploma. Durante le riprese, però, una strana notizia raggiunge la troupe: in tutto il paese, forse nel mondo, i morti tornano in vita per cibarsi della carne dei vivi. Inizialmente scettici, i ragazzi si troveranno ben presto a fuggire da un posto all’altro per salvarsi da un’orda di famelici zombi. Convinto di dover documentare la verità, Jason continua a filmare quanto succede al gruppo.

Le cronache dei morti viventi non è certo un seguito de La terra: Romero probabilmente su quel fronte ha chiuso, non rimane altro da dire. Gli zombi come strumento di satira sociale e politica, però, rimangono il tratto caratterizzante del regista americano, che non esita a realizzare una sorta di reboot della sua saga, aggiornandola ai tempi. Le cronache conferma la (ormai sempre più rara) capacità di Romero di pensare dietro l’horror e per mezzo di esso, di usare i mostri fittizi del grande schermo come rappresentazione più che valida dei mostri della vita vera. Stavolta, con un linguaggio più che mai esplicito, Romero attacca l’informazione massmediatica, la sua spettacolarizzazione e reificazione del reale, il clima di paura che instilla nella popolazione per garantire al governo di turno un maggiore controllo su di essa. Mutuando la ripresa in soggettiva resa famosa da [REC.], Romero mette in scena un affresco assolutamente inquietante, che vede personaggi disumanizzati muoversi fra morte e distruzione come se ciò non li riguardasse, “protetti”, anestetizzati dall’obiettivo di una videocamera. Non mancano le tematiche care al regista dell’anti-militarismo e dell’anti-razzismo, condite da una discreta ed efficace frecciata all’ex presidente Bush. Stilisticamente, il regista torna alle origini, con un cast più che valido, composto però solo da attori esordienti, ed un budget ristretto (“solo” 2.000.000 $), ma si concede anche un parco utilizzo del CGI. L’orrore delle scene più splatter, peraltro molto contenute, e l’angoscia claustrofobica di un on-the-road senza possibile destinazione sono a tratti smorzate dall’inserimento di personaggi quasi comici, sicuramente grotteschi, che riescono però a non stonare con il generale clima del film (uno per tutti, l’amish Samuel, interpretato da un divertente e divertito R. D. Reid). Cameo per Romero, che appare in vesti militari, e per alcuni amici e colleghi: Wes Craven, M. Night Shyamalan, Simon Pegg, Quentin Tarantino, Guillermo Del Toro, Josh S. Clair e Stephen King, che prestano la voce ai telecronisti del film. Un ottimo horror, come solo Romero sa fare, provocatorio, inquietante nel suo velato realismo, intelligente, pensante: Le cronache dei morti viventi è quello che l’horror dovrebbe sempre essere.

TITOLO ORIGINALE: Diary of the Dead

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