Interceptor – Il guerriero della strada

INTERCEPTOR – IL GUERRIERO DELLA STRADA di George Miller. Con Mel Gibson, Virginia Hey, Kjell Nilsson, Emily Mint. Australia, 1981. Fantascienza.

Secondo film della trilogia di Mad Max, Interceptor – Il guerriero della strada ha vinto un Saturn Award, cinque AFI Awards, un LAFCA Award ed un Gran Prize al Festival di Avoriaz. Australia: in un non precisato futuro post-apocalittico gli esseri umani sopravvissuti vivono in un continuo stato di conflitto per accaparrarsi la poca benzina rimasta, ormai un vero e proprio tesoro. La Tribù del Nord, un gruppo di civili perennemente sotto l’assedio del crudele Lord Humungus, chiede aiuto al solitario Max, rimasto solo, che gira per il paese derubando le bande di teppisti motorizzati che incontra. Per assicurarsi una scorta di carburante, Max acconsente a difenderli…

Il secondo capitolo della trilogia di Miller risulta essere decisamente all’altezza, se non anche migliore, del primo. Con il successo ottenuto con Interceptor, Miller può assicurarsi una relativa immunità dalla censura: Interceptor – Il guerriero della strada viene così distribuito come è stato pensato e realizzato dal regista, senza tagli né rimaneggiamenti, capace di colpire lo spettatore con l’originale forza d’immagine e contenuti del regista e autore australiano. Fra citazioni da Sergio Leone e Robert E. Howard, a metà fra John Ford e H. G. Welles, Miller realizza un’imponente opera sulla barbarie umana, che conferma quanto già esposto nel primo film: anche nell’uomo più onesto batte un cuore di tenebra capace di prendere il sopravvento sotto determinati stimoli ed in determinate circostanze; i valori ed i principi che la morale umana ha edificato nel corso dei secoli si riducono a niente quando in gioco c’è la sopravvivenza, personale o comunitaria, ed anche l’eroe, un Mel Gibson sempre più simile al Clint Eastwood degli esordi, non fa distinzione fra bene e male, non prova rimorso, non dà segni di possedere una coscienza, ma difende i “buoni” solo per proprio tornaconto, e non si dimostra, a livello di modus operandi, in niente diverso dai “cattivi”. Il panorama desolante del deserto australiano rende alla perfezione sia il contesto fisico di un mondo post-atomico, sia quello concettuale di un’umanità allo sbando, priva di un qualsivoglia riferimento umano o tantomeno morale. Molto più crudo e violento del primo episodio, Interceptor – Il guerriero della strada colpisce l’immaginario dello spettatore, forte di una potenza visiva senza precedenti. Dopo questo film, la distribuzione italiana fu messa alle strette: l’auto di Mad Max, cui aveva dedicato i primi film, viene infatti distrutta in una delle prime scene, ed il terzo capitolo verrà finalmente, anche in Italia, intitolato all’eroe principale.

TITOLO ORIGINALE: Mad Max 2: The Road Warrior

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