Mad Max oltre la Sfera del Tuono

MAD MAX OLTRE LA SFERA DEL TUONO di George Miller, George Ogilvie. Con Mel Gibson, Tina Turner, Angelo Rossitto, Angry Anderson. Australia, USA, 1985. Fantascienza.

Seguito di Interceptor – Il guerriero della strada, Mad Max oltre la Sfera del Tuono ha vinto un Image Award ed ha ricevuto sei nomination a vari altri premi. Il solitario Mad Max, nelle sue pellegrinazioni nel deserto raggiunge Bartertown, città governata dall’ambigua ed affascinante Aunty Entity. Con lei, Max stringe un accordo: otterrà una cospicua ricompensa in cambio dell’uccisione di Blaster, un gigante fortissimo comandato dall’anziano nano Master. I due, infatti, hanno il monopolio della produzione di metano nella città. Mad Max, però, finirà col non mantenere fede alla propria parola, e sarà esiliato nel deserto: qui, un gruppo di bambini lo salverà e lo eleggerà proprio salvatore…

Ultimo capitolo della saga di Mad Max, Mad Max oltre la Sfera del Tuono è considerato, a seconda dell’osservatore, il migliore o il peggiore episodio della serie. E’ chiaro che qui Miller, affiancato stavolta dal connazionale George Ogilvie, vuole un po’ tirare le fila del possente universo da lui creato: vengono così svelati in parte i retroscena del futuro post-apocalittico in cui Max si muove, si dipanano le dinamiche della lotta per il carburante, si cerca una possibile conclusione alla storia dell’antieroe australiano. Ciò che ai fan dei primi due episodi è rimasto più indigesto, però, è la scelta di schierare Max, una volta per tutte, dalla parte del Bene: se nei primi due film, infatti, la sua assoluta indifferenza nei confronti di giusto e sbagliato lo portava solo per caso e convenienza a combattere dalla parte dei “buoni”, stavolta la presa di posizione è decisamente più netta. Inoltre, l’elemento messianico introdotto dalla presenza dei bambini, fin troppo palese simbolo di purezza ed innocenza, calca la mano sulla “redenzione” del nostro anche più del necessario. Anche il clima generale del film cambia drasticamente rispetto ad Interceptor: Miller inserisce alcune scene assolutamente comiche, quasi da commedia, sostituisce il sarcasmo ed il nichilismo di Max con un inedito umorismo e con alcune scene e personaggi grotteschi; Mel Gibson lascia che ben più di un sorriso attraversi il volto fino ad allora di pietra di Mad Max, trasformando uno dei migliori anti-eroi degli anni ’80 in un comune, per quanto interessante, cowboy dalla parte del bene. Lo schieramento netto, tutto sommato, fa perdere al personaggio di Gibson gran parte del suo fascino e della sua originalità, ed il finale speranzoso ed ottimistico cancella con un colpo di spugna le atmosfere claustrofobiche e disperate dei film precedenti. Una scelta stilistica, senza dubbio, ma probabilmente controproducente. Alla fine, si è rivelato profetico il titolo della canzone che Tina Turner, splendida villain, ha realizzato per la pellicola: We don’t need another hero, non abbiamo bisogno di altri eroi.

TITOLO ORIGINALE: Mad Max beyond Thunderdrome

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2 Comments

  1. non so perchè, ma la serie mad max nn mi ha mai entusiasmato…li ho sempre torvati film un pò lenti e con poca azione, ma forse dovrei rivederli perchè di tempo ne è passato parecchio..ricordo comunque che preferii proprio questo episodio ai primi due Interceptor

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