Il trionfo di King Kong

IL TRIONFO DI KING KONG di Ishirô Honda. Con Tadao Takashima, Mie Hama, Kenji Sahara, Ichiro Arishima. Giappone, 1962. Fantascienza.

Secondo sequel di Godzilla, Il trionfo di King Kong nasce da un’idea del mago degli effetti speciali Willis O’Brien. Gli americani, nel corso di esperimenti atomici non autorizzzati sul suolo giapponese, risvegliano acccidentalmente Godzilla, mostro inarrestabile che semina distruzione sul suo cammino. Nel frattempo, un’industria farmaceutica arrivata sull’isola di Faro, scopre qui l’esistenza di King Kong, un enorme gorilla venerato come divinità: inizialmente intenzionati ad usarlo come attrazione pubblicitaria, gli industriali si ritroveranno ad usare Kong come arma per arginare la minaccia di Godzilla.

Probabilmente, Il trionfo di King Kong è uno dei film più interessanti della prima serie dei kaiju eiga, specie nel panorama della filmografia del maestro Honda. Inizialmente, il progetto era del mago degli effetti speciali Willis O’Brien, artista dietro Il mondo perduto e King Kong stesso. Questi aveva intenzione di realizzare un seguito di King Kong, in cui il gorillone affrontasse un mostro di Frankenstein ingigantito fino a raggiungere dimensioni gigantesche (concetto poi ripreso dallo stesso Honda in Frankenstein alla conquista della Terra). L’unico interessato al progetto si rivelò essere il nipponico Honda, che sostituì però a Frankenstein il suo “pupillo” Godzilla. Il risultato è fra i più riusciti e divertenti: oltre all’indubbia efficacia degli scontri fra i due titani (penalizzzati, oggi come oggi, da un palese invecchiamento degli effetti speciali che non può non far sorridere, fra pupazzoni e modellini), Honda sa inserire, come suo solito, sottotrame complesse e profonde nelle sue storie di mostri. E’ così che, alla fine, lo scontro fra il nipponico Godzilla e l’americano King Kong arriva ad incarnarne un altro, ben più  reale, fra le due civiltà giapponese  e statunitense, in una ostilità mai davvero sopita in seguito alla Seconda Guerra Mondiale ed a stento repressa durante la Guerra Fredda. Questa mai così aperta avversione nei confronti dell’America e del suo strapotere ha anche dato origine ad una sorta di mito legato al film, secondo cui Honda avrebbe girato due finali diversi, uno per il mercato orientale ed uno per quello occidentale, che vedevano la vittoria dell’uno o dell’altro mostro. Oltre ai contrasti politici, però, Honda incarna in King Kong la potenza della natura primordiale, pura, incontaminata, mantenendo Godzilla come emblema delle fobie atomiche: anche in questo caso, lo scontro tra i due giganti è segno di un’altra battaglia, stavolta sul fronte ecologico, profondamente sentita dal maestro. Certo, Il trionfo di King Kong non è certo un capolavoro, specie per la sensibilità occidentale, ma come tutti i kaiju eiga (perlomeno quelli di Honda) nascondono molto di più di quanto un occhio superficiale sia disposto a cogliere.

TITOLO ORIGINALE: Kingu Kongu tai Gojira

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