Starship Troopers – Fanteria dello spazio

STARSHIP TROOPERS – FANTERIA DELLO SPAZIO di Paul Verhoeven. Con Casper Van Dien, Dina Meyer, Denise Richards, Michael Ironside. USA, 1997. Fantascienza.

Tratto dal romanzo Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlein, Starship Troopers – Fanteria dello spazio ha vinto due Saturn Award. La Terra del XXIII secolo è governata da una dittatura militare che riscuote il consenso della maggioranza della popolazione. Ansioso di servire il proprio pianeta in maniera costruittiva, il giovane Johnny Rico si arruola, assieme alla fidanzata Carmen, nelle forze federali; la ragazza si addestra per diventare pilota, mentre Johnny finisce nella fanteria. Quando la guerra con degli alieni insettoidi giunge al suo apice, Johnny prenderà finalmente in mano il proprio destino ed avrà l’occasione di dimostrare il proprio valore.

Leggere Starship Troopers – Fanteria dello spazio alla luce esclusivamente dei (pur sempre ottimi) effetti speciali e delle scene più puramente d’azione sarebbe oltremodo riduttivo. Verhoeven, olandese naturalizzato americano, è da sempre uno dei più attenti e spietati osservatori della società statunitense, che ha già ampiamente attaccato tramite la fantascienza (Robocop, Atto di forza). Non fa eccezione il suo Starship Troopers: i continui spot pubblicitari, che al lettore più superficiale possono apparire una semplice parodia della fantascienza anni ’50, sono la vera chiave di lettura del film, che mette alla berlina una società militarista, xenofoba, continuamente alla ricerca di un nemico esterno su cui focalizzare l’attenzione della popolazione asservita. Anche gli insettoni “cattivi”, che hanno, rispetto al romanzo di Heinlein, un ruolo molto maggiore, appaiono spesso e volentieri come le vittime della guerra con gli umani: invasi, si sono difesi con i mezzi a loro disposizione, fuggiti, sono stati inseguiti e perseguitati, catturati, sono torturati e massacrati senza il minimo ripensamento. Sono gli umani, alla fine dei giochi, ad essere individuati come gli aggressori, gli invasori, i mostri: con reminiscenze kubrickiane alla Full Metal Jacket, viene messo in rilievo anche l’assoluto disinteresse nei confronti della vita dei soldati, mandati a morire in pianeti sperduti, con tattiche ed attrezzature assolutamente inadatte alla situazione, sacrifici da immolare sull’altare dell’opinione pubblica in modo da commuovere le masse con storie di povere famiglie che hanno perso i figli in guerra. Dove il film è più debole è proprio nell’impianto più strettamente di genere, nella guerra contro gli insetti vera e propria, che, sebbene i buoni effetti speciali, risulta a lungo andare ripetitiva e noiosa, interrompendo spesso in maniera irritante lo splendido apparato satirico del film. In ogni caso, un ottimo film, spesso sottovalutato perché considerato eccessivamente commerciale e, paradossalmente, di successo proprio in merito alla superficialità di chi non ha visto i feroci strali diretti alla politica simil-reaganiana dell’ultima America. Da riscoprire, rivedere, rileggere.

TITOLO ORIGINALE: Starship Troopers

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