Up

UP di Pete Docter, Bob Peterson. Con (voci) Edward Asner, Jordan Nagai, Christopher Plummer, Bob Peterson. USA, 2009. Animazione.

Presentato al Festival di Cannes, Up è il decimo lungometraggio della collaborazione Pixar / Disney. Dopo aver perso l’amatissima moglie Eli, l’anziano Carl Fredricksen ha trasformato la propria casa in un vero e proprio tempio di ricordi e ci si è rinchiuso. Quando una compagnia edile trova il pretesto per sfrattarlo e demolire la sua abitazione, Carl trova un modo fantasioso ed ingegnoso per fuggire e, al contempo, realizzare il desiderio della moglie di un viaggio in America Latina: con migliaia e migliaia di palloncini, solleva tutta la casa e la trasforma in una sorta di mongolfiera. Purtroppo per il solitario Carl, sul portico è rimasto il piccolo boyscout Russell, che diventerà il suo petulante ed indesiderato compagno di avventure…

Ultimamente, i lungometraggi della Disney, specie se in collaborazione con la Pixar, si sono rivelati delle vere e proprie sorprese (WALL-E su tutti), capaci di offrire tali e tanti livelli di lettura che li rendono fruibili dal più “classico” pubblico infantile come da uno più adulto. Non è un’eccezione neanche Up: la storia di Carl Fredricksen, modellato sui familiari tratti di Spencer Tracy con un pizzico di Walter Matthau, è sì una appassionante ed esotica avventura in terre lontane, ricca di divertenti spunti e improbabili personaggi (lo “struzzo in technicolor” Kevin, il cane parlante Dug ed il resto del suo branco), che fa affidamento per la propria realizzazione ad un’animazione digitale sempre più perfezionata (gli sfondi in particolare sono incredibili) ed arricchita da un 3D usato sapientemente, capace di far distinguere una goccia di pioggia dall’altra durante un temporale; tuttavia, Up non si esaurisce certo qui. Accumulando citazioni e rimandi ad altri classici del genere (Il mago di Oz, Canto di Natale, il Muppet Show, alcuni corti degli anni ’40 di Paperino, Dumbo e molti altri), Up racconta soprattutto la storia di un uomo che ha perso tutto con la persona che amava e che si ritrova imprigionato in una vita sempre uguale a se stessa, ormai priva di attrattiva e di mordente: l’unica soluzione che trova, sognata da molti ma realizzata dal simpatico vecchietto, è quella di “volare via”, lasciare tutto ed andarsene alla ricerca dei sogni del passato. Sogni che, in parte, si riveleranno veri e propri incubi (come l’esploratore Charles Muntz, azzeccata parodia del concorrente della Disney Charles Mintz, che da eroe dell’infanzia si trasforma in nemico spietato). Il tutto con una delicatezza ed un’onnipresente malinconia che non può non affascinare (i primi venti minuti del film, in particolare, sono un vero e proprio capolavoro). Il problema sta tutto nella risoluzione totalmente americana della faccenda: il passato è passato, va lasciato alle spalle per ricostruirsi una nuova vita, che si abbia otto od ottant’anni. Decisamente semplicistica e superficiale come conclusione, ma certo non ci si poteva aspettare niente di diverso, dato anche il target abituale del genere. Con una sensibilità inaspettata, Up si rivela comunque un ottimo film di animazione, capace di commuovere, divertire, appassionare: tutto quello che ci si potrebbe aspettare da una pellicola simile. Ottimo anche il doppiaggio italiano, con un Giancarlo Giannini in ottima forma, coadiuvato dai bravi Neri Marcorè ed Arnoldo Foà.

TITOLO ORIGINALE: Up

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