RAIUNO, 3.10: Tutte le manie di Bob

TUTTE LE MANIE DI BOB di Frank Oz. Con Bill Murray, Richard Dreyfuss, Julie Hagerty, Charlie Korsmo. USA, 1991. Commedia.

Al 43mo posto dei 100 film più divertenti di sempre secondo Bravo, Tutte le manie di Bob ha vinto un BMFI Film Music Award ed uno Young Artist Award. Bob Wiley, ipocondriaco, nevrotico, costantemente depresso, entra in cura dal famoso e rinomato psichiatra Leo Marvin. Dopo il loro primo colloquio, però, il dottor Marvin va in vacanza con la propria famiglia, lasciando Bob alle cure di un collega. Per niente intenzionato a rimanere solo, Bob riesce a seguire lo psichiatra fino al lago Winnipesaukee, alla sua casa estiva, dove, poco a poco, riesce a conquistare i membri della sua famiglia e a diventare una presenza fissa nella vita del dottore…

Nel ’91, Frank Oz era famoso più che altro per le sue creature più celebri, i Muppets, e per altri pupazzi cinematografici che hanno visto la luce grazie a lui (fra tutti, lo Yoda de L’Impero colpisce ancora). Tutte le manie di Bob è il secondo tentativo che Oz fa con la commedia, dopo Due figli di… con Steve Martin, che aveva ricevuto critiche buone ma non certo entusiastiche. Stavolta, i risultati sono decisamente esplosivi: cattivissimo, a tratti angosciante, genuinamente esilarante, Tutte le manie di Bob è una commedia eccezionale, divertentissima, che non perde smalto né efficacia col passare degli anni e che strappa sonore risate anche dopo la prima visione. Il merito è principalmente di Bill Murray, che ha qui il permesso di andare ben sopra le righe per tutta la durata del film: sembra che abbia improvvisato talmente tante battute durante le riprese che è stato possibile stendere la sceneggiatura televisiva solo a film finito. Dal canto suo, Dreyfuss è un’ottima spalla, che si presta bene a sostenere Murray ed a contrapporglisi egregiamente, in un personaggio che subisce una drastica evoluzione da psichiatra a psicotico. Oltre a facili ironie sul mondo psicanalitico, Oz si diverte anche a mettere alla berlina i facili successi, la fama artefatta, il mondo di città contrapposto a quello di provincia. Sono, questi, temi comunque marginali, mentre la scena è tutta per l’esilarante Murray e per gli attori che volta volta interagiscono con lui (da segnalare l’adolescente maniaco-depressivo di Charlie Korsmo, che regala esilaranti dialoghi su morte, malattie e futilità della vita). Nel suo piccolo, Tutte le manie di Bob è un vero e proprio capolavoro, irriverente, spiazzante, imprevedibile. E, dopo i Muppets, decisamente sorprendente.

TITOLO ORIGINALE: What about Bob?

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