RETE 4, 01.55: L’acchiappasogni

L’ACCHIAPPASOGNI di Lawrence Kasdan. Con Damian Lewis, Thomas Janes, Morgan Freeman, Donnie Wahlberg. USA, Canada, 2003. Fantascienza.

Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, L’acchiappasogni ha ricevuto una nomination per i Teen Choice Awards e i Golden Reel Awards. Quattro amici d’infanzia, Jonesy, Beaver, Pete e Henry, si ritrovano dopo anni nelle montagne vicino al loro paese natale, Derry, nel Maine. I quattro condividono uno strano passato, al cui centro c’è l’enigmatica figura di Duddits, un ragazzino minorato che è stato il loro migliore amico, e che ha risvegliato in tutti e quattro particolari abilità. Fra le montagne scelte per la rimpatriata, però, qualcosa di strano sta accadendo, animali e persone si comportano in modo strano, ed una inquietante muffa rossa cresce ovunque…

Da uno dei meno riusciti romanzi di King, uno dei meno incisivi adattamenti cinematografici. L’acchiappasogni non è un brutto film: le sequenze iniziali, decisamente su tinte horror, sono inquietanti ed affascinanti, che certamente fanno riferimento a La casa, ma che regalano squisite citazioni da altri lavori del Maestro del Maine come It (la città, Derry, è la stessa), il ciclo de La torre nera e Shining. Al momento di svelare tutta la sottotrama dell’invasione aliena, con tanti di mostri lovecraftiani e militari paranoici, il film perde gran parte della sua efficacia. Kazdan è chiaramente alle prese con un genere che non gli è congeniale, e non sa gestire i tempi di suspense né tantomeno quelli di “svelamento”, rivelando tutte le carte fin troppo presto. Il cast, in compenso, è ottimo: Damian Lewis riesce ad inquietare negli “switch” fra Jonesy e Mr. Gray, in una brillante prova di possessione/schizofrenia; sue sono, peraltro, le scene più incisive del film, quelle all’interno della mente/schedario; Morgan Freeman, in un ruolo per lui inusuale, è una vera e propria sorpresa, e rimane impresso per un’inedita vena sadica e psicotica; Tom Jane non sfigura accanto ai colleghi e riesce a mantenersi ben distante dal ruolo dell’eroe solitario, rappresentando un personaggio fin troppo fragile ed umano; plauso particolare a Donnie Wahlberg, un toccante ma insieme inquietante Dudditz. La trama, purtroppo, non è all’altezza, e perfino il finale cupo del romanzo viene sostituito da uno “politicamente corretto”, peraltro inspiegabile ed inspiegato. Quando E.T. incontra Independence Day, i risultati possono essere alterni: nel caso de L’acchiappasogni, sono decisamente deludenti.

TITOLO ORIGINALE: The Dreamcatcher

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2 Comments

  1. c’è un’insana tendenza alla rivalutazione, verso questo passo falsissimo di kasdan, mentre sono più che d’accordo nel giudicarlo un brutto film. in sala la sensazione che provai maggiormente fu l’imbarazzo, e per la verità anche il tipo che fa fa lo schizofrenico inarcando le sopracciglia e mostrando i denti per mostrare il cambiamento di personalità, mi sembrò parecchio ridicolo.

  2. Me ne hanno sempre parlato come di un film inutile e polloso ed infatti me ne sono tenuto sempre a  debita distanza. Ma nonostante questo non mi sono salvato da alcune orrende trasposizioni dei romanzi di King. Ma almeno uno ci deve provare no?
    Ciao

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