RETE 4, 00.05: American Graffiti

AMERICAN GRAFFITI di George Lucas. Con Ron Howard, Richard Dreyfuss, Paul LeMat, Charles Martin Smith. USA, 1973. Commedia.

Secondo film di George Lucas, American Graffiti ha vinto due Golden Globe, un KCFCC Award, un Leopardo di Bronzo, un NSFC Award ed un NYFCC Award. 1962: a Modesto, una piccola cittadina californiana, quattro amici stanno per passare assieme l’ultima notte prima del college. Curt e Steve hanno grandi progetti per un college prestigioso, ma il secondo non è ancora del tutto sicuro di quale strada prendere per il proprio futuro; John è intenzionato a rimanere a Modesto e tentare la fortuna lì; Toad si lascia trasportare. L’ultima notte dei quattro sarà decisamente movimentata, fra incontri sentimentali, gare automobilistiche, misteriose bionde e stazioni radio.

Nato per una sorta di scommessa con Coppola, che sfidò Lucas a fare un film per il grande pubblico sul set de L’uomo che fuggì dal futuro, American Graffiti è uno dei cult generazionali più conosciuti, con cinque nomination all’Oscar ed un posto nella National Film Registry della Biblioteca del Congresso USA. Ad una prima lettura, il film è una semplice, per quanto ben costruita e ritmata, panoramica nostalgica degli anni Sessanta, fra musica travolgente, compagnie di amici inseparabili, corse automobilistiche adrenaliniche e splendide ragazze. Andando più in profondità, però, si legge in filigrana un vivace ritratto dell’America che, come i quattro protagonisti, è alla sua “ultima notte da ragazza”: è il 1962, anno di inizio della Guerra del Vietnam, che ha definitivamente segnato la fine dell’ “età dell’innocenza” degli Stati Uniti, in seguito all’omicidio di Kennedy. Quattro ragazzi di fronte ad un futuro oscuro che rappresentano il proprio Paese nelle medesime condizioni: questo è American Graffiti, film immortale perché non si limita, appunto, a fare un ritratto generazionale, ma vuole essere immagine di qualcosa di più, di un periodo storico che ha inevitabilmente segnato l’America ed il mondo intero. Lucas dirige magistralmente i suoi interpreti, che danno ritratti a volte comici, altre quasi grotteschi, di personaggi che sono più caratteri, ognuno stereotipo di un ben determinato tipo di persona, in modo che chiunque possa riconoscersi in almeno uno dei protagonisti. Splendida e travolgente la colonna sonora, comprendente brani di Buddy Holly, Flash Cadillac & The Continental Kids, The Beach Boys, The Diamonds, Chuck Berry e molti altri. Anche lontano dalla fantascienza, Lucas dà il meglio di sé, e firma una piccola perla che conclude i momenti di spensieratezza e allegria con gli inquietanti pseudo-epitaffi del finale, mischiando l’innocenza dei sogni per il futuro con la cruda realtà del loro avverarsi, quasi mai come ci si era aspettati. Un piccolo capolavoro.

TITOLO ORIGINALE: American Graffiti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...