AL CINEMA: Sherlock Holmes

SHERLOCK HOLMES di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong. GB, USA, Australia, 2009. Avventura.

Tratto dall’omonimo fumetto di Lionel Wigram, Sherlock Holmes ha ricevuto una nomination al Golden Globe ed una al Critics Choice Award. Londra, 1891: con l’aiuto del fidato dottor Watson, l’investigatore privato Sherlock Holmes riesce a catturare Lord Blackwood, un geniale invasato convinto di possedere poteri paranormali che ha ucciso cinque ragazze. All’indomani dell’esecuzione del negromante, però, diversi testimoni affermano di averlo visto risorgere, e nella sua bara viene rinvenuto il cadavere di un altro uomo. Holmes sarà chiamato ad indagare nuovamente su Blackwood, facendo affidamento solo sulla propria geniale logica per combattere le forze del Male.

Premessa unica e fondamentale per godersi il nuovo film di Guy Ritchie è quella di scordarsi di Sir Arthur Conan Doyle: questo Sherlock Holmes dista di parecchio dal pacato e riflessivo investigatore con lente d’ingrandimento in mano e berretto calato sulla fronte. Robert Downey Jr., nei panni del detective di Baker Street, è lunatico, misantropo, mentalmente instabile, capriccioso, geloso, infantile, più che propenso ad usare le mani. La graphic novel Sherlock Holmes di Wigram, da cui il film è tratto, ha voluto reinventare il personaggio per un pubblico moderno, poco propenso a seguire le avventure di un personaggio così caratteristico del vittorianesimo come l’Holmes di Conan Doyle, niente togliendo però al personaggio originale, integrando però alcuni elementi trascurati nelle precedenti riduzioni. Il risultato è una pellicola adrenalinica, divertente, leggera, con il pregio di saper proiettare lo spettatore, in determinate sequenze (una su tutte, quella della lotta nell’arena), direttamente nella mente del geniale investigatore, seguendo i suoi velocissimi e precisissimi ragionamenti, per poi assistere alla loro pratica (e fulminea) applicazione. Downey Jr. si cala perfettamente nella parte e, pur ricordando spesso Hugh Laurie nei suoi celebri panni di Gregory House della serie Dr. House – Medical division (altro personaggio ispirato a Conan Doyle), dà un’interpretazione nuova ed originale di una delle figure della letteratura che più è entrata nell’immaginario collettivo. Anche il dottor Watson subisce un brusco restyling e, da panciuto ed attempato assistente, si trova incarnato nel fisico atletico e giovanile di Jude Law, coprotagonista e spalla impeccabile. Il villain della situazione non è l’arcinemesi Moriarty (che ha comunque un cameo che presagisce almeno un sequel), ma tale Lord Blackwood, personaggio ispirato dalle gesta dell’occultista Aleister Crowley, ben interpretato da Strong. Effetti speciali all’altezza, una colonna sonora strepitosa firmata Hans Zimmer, scene d’azione coinvolgenti e divertenti (fra tutte, gli scontri col colossale francese di Robert Maillet, che omaggiano quelli fra Bond e Squalo), battute al fulmicotone ed una trama avvincente: un divertissement di alto livello, uno spettacolo senza pretese che intrattiene con gusto.

TITOLO ORIGINALE: Sherlock Holmes

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