RETE 4, 14.10: Il tempo delle mele

IL TEMPO DELLE MELE di Claude Pinoteau. Con Sophie Marceau, Brigitte Fossey, Claude Brasseur, Denise Grey. Francia, 1980. Drammatico.

Film d’esordio di Sophie Marceau, Il tempo delle mele è stato uno dei maggiori successi internazionali di sempre del cinema francese. La tredicenne parigina Vic, è al primo giorno delle scuole superiori. In casa la vita è una continua guerra col padre, François, e la madre, Françoise, in crisi fra loro e con la figlia, che considerano ancora una bambina. Vic a scuola fa nuove amicizie, soprattutto l’energica Pénélope, la sua migliore amica. Cominciano a mostrarsi anche i primi turbamenti amorosi, e l’introverso Mathieu diventa il sogno ricorrente della giovane Vic, che intende sfruttare la festa per il proprio quattordicesimo compleanno per approcciarlo.

Prima di Come te nessuno mai e di tutti gli altri teen movie che oggi vanno tanto per la maggiore, c’era Il tempo delle mele. Film d’esordio di quella che è diventata una vera e propria icona del cinema francese, Sophie Marceau (al secolo Sophie Danièle Sylvie Maupu), la pellicola ricevette all’epoca una freddissima accoglienza dalla critica, ma fu elevato a cult dal pubblico francese ed internazionale (specialmente italiano). Il motivo del successo di un film come Il tempo delle mele sta tutto nel ribaltamento delle prospettive: i critici lo bollarono come una “storia per ragazzini”, mentre le organizzazioni familiari si lanciarono su profondi discorsi sulla mancanza di dialogo fra genitori e figli; quello che Pinoteau aveva realizzato, invece, era un film completamente a misura di adolescente, girato e pensato dal punto di vista dei ragazzi, motivo per cui il pubblico giovane si riconobbe immediatamente sullo schermo e regalò alla pellicola un successo stratosferico. Quella rappresentata è la generazione di ragazzi di fine anni ’70 – inizio anni ’80: disimpegnati, superficiali, con un disinteresse alla politica molto più marcato rispetto alla generazione precedente e sempre più concentrati su se stessi e sulla priopria sfera intima e personale, sessualmente emancipati, alla ricerca di una “liberazione” dalla patria potestà in modo da gestire autonomamente la propria vita pur non essendone in grado, capaci di intense quanto fugaci e fragili emozioni. Il ritratto di cui sopra rappresenta anche il grande difetto del film, come in generale di tutti i teen movie di certo stampo: la presunzione di voler ritrarre le caratteristiche non di singoli individui, ma di un’intera generazione di persone, in primo luogo escludendo dalla “realtà” chiunque non si ritrovi in tale visione, in secondo luogo dando un’immagine spesso falsata a chi l’adolescenza la vede dall’esterno e si ritrova quindi a ragionare su basi artificiali ed artificiose. Se proprio si vuole trovare un merito a Il tempo delle mele è che è stato il primo film di un filone di grande impatto socio-culturale, sulla qualità di quest’ultimo e del film stesso, però, è bene soprassedere.

TITOLO ORIGINALE: La boum

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