PREMIUM CINEMA, 22.45: La terra

LA TERRA di Sergio Rubini. Con Fabrizio Bentivoglio, Emilio Solfrizzi, Paolo Briguglia, Massimo Venturiello. Italia, 2006. Drammatico.

Ottavo film di Rubini, La terra ha vinto un Calice d’Oro allo Shanghai International Film Festival ed il premio per il Miglior Montaggio al Festival di Flaiano. Luigi Di Santo è un professore universitario a Milano. Alla morte del padre, si trova costretto a tornare in Puglia, nel paese di origine, per questioni riguardanti l’eredità. Qui ritrova i suoi tre fratelli: Mario, il più giovane, uno studente impegnato nel volontariato; Michele, affarista in debito con uno strozzino; ed Aldo, che rifiuta di vendere la masseria di famiglia per salvare Michele. Da un momento all’altro, Luigi si ritrova completamente assorbito dal mondo da cui era fuggito da giovane, con le sue problematiche ed i suoi lati oscuri.

Fra il didascalismo descrittivo di Visconti e le grandiose messe in scena di Coppola si inserisce Rubini. Un regista mai immediato, mai superficiale, capace di raccontare tutte le storie tramite la sua storia. E’ quello che succede in La terra: storia di una famiglia allo sbando, di tanti piccoli inferni che si legano alla ricerca di un minimo di sollievo dalle proprie pene. Ma insieme è la storia del mondo, di un mondo che può essere avvelenato dalla cattiveria di una singola persona, nello specifico l’usuraio Tonino interpretato proprio da Rubini, una figura che lega tutti e tre i fratelli Di Santo e li affonda, li corrompe con la sua sola presenza: il Male nel suo stato più puro, quello comune e quotidiano che si è abituati ad ignorare. I quattro protagonisti fanno a gara per quanto riguarda bravura e  presenza scenica: Bentivoglio è Luigi, che crede di essersi liberato dal proprio passato fuggendo, ma si troverà a scoprire che il passato corre sempre più veloce di chi scappa da lui; Solfrizzi è Michele, l’uomo comune, il fallito, che tenta di sopravvivere nel mondo del denaro senza riuscire ad accettarne le regole più oscure; Venturiello è’ Aldo, il passionale, l’uomo che vive alla giornata e vuole assaporare ogni emozione istante per istante, finendo inevitabilmente per esserne del tutto controllato; Briguglia infine è Mario, l’innocenza, la bontà, che non riesce a non sentire l’influenza del Male e ne viene assorbito e distrutto. La terra è un affresco nitido, chiaro nella sua brutalità, illuminato da una tenue speranza rappresentata da un semplice abbraccio, che calca la mano sulla solitudine ma non la identifica come dimensione totalizzante dell’uomo. Brillante, potente, vivo: Rubini firma con La terra uno dei suoi film più riusciti e penentranti.

TITOLO ORIGINALE: La terra

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1 Comment

  1. A me è piaciuto moltissimo per il discorso antropologico sull’attaccamento alla propra terra madre e tutto ciò che ne consegue. Un pò meno sul versante giallistico. Ma tutto sommato un gran bel film.

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