PREMIUM ENERGY, 17.05: Silent Hill

SILENT HILL di Christophe Gans. Con Radha Mitchell, Laurie Holden, Jodelle Ferland, Sean Bean. Canada, USA, Francia, Giappone, 2006. Horror.

Tratto dall’omonimo videogioco della Konami, Silent Hill ha ricevuto quattro diverse nomination, fra cui una come Miglior Horror ai Golden Trailer Awards. La piccola Sharon DaSilva, adottata da Christopher e Rose, soffre di sonnambulismo. Una notte, salvandola da un suicidio accidentale, Rose le sente pronunciare il nome di Silent Hill, un posto cui la bambina si riferisce come “casa”. Esasperata dai continui attacchi della figlia, Rose decide di portare Sharon a Silent Hill, sperando di trovare la causa del suo disagio ed aiutarla. Sulla strada per la città, però, le due hanno un incidente. Al suo risveglio, Rose si ritrova in una realtà misteriosa ed orrenda, popolata da mostruose creature e pazzi assassini. In più, la bambina è scomparsa…

Fra i più famosi survival horror di sempre, in grado di competere col celeberrimo Resident Evil a livello di popolarità come di vendite, Silent Hill è un videogioco epocale, con milioni di fan ed estimatori sparsi per tutto il mondo. Rischiosa, dunque, l’operazione del francese Gans, regista de Il patto dei lupi. La decisione, presa di pari accordo con lo sceneggiatore tarantiniano Roger Avary, è stata quella di non ricercare la fedeltà assoluta alla storia del videogame, quanto una riproposizione delle atmosfere e delle suggestioni visive che hanno caratterizzato la serie negli anni. Il risultato è, tutto sommato, dignitoso: la trama, che si rifà principalmente al primo capitolo della serie, con qualche personaggio da Silent Hill 3 e la maggior parte delle creature prese da Silent Hill 2, non brilla certo per originalità né leggerezza, con molti inutili complicazioni risolte in malo modo da un monologo finale, con una scena climax decisamente da dimenticare; il tutto è sorretto da attori che non brillano per abilità né immedesimazione. Il punto di forza del film, dunque, sta tutto nella splendida fotografia, capace di rendere concreto il cambio di realtà sfruttando giochi di luci, nebbie alla Carpenter ed oscurità opprimenti, oltre che nelle curatissime scenografie, quasi ricalcate dal primo capitolo della serie ludica, ed in un’attenzione quasi maniacale nei dettagli per quanto riguarda riprese e montaggio. Un horror essenzialmente estetico, dunque, che si salva per la propria forza immaginifica e poco altro. Inizialmente, il copione prevedeva esclusivamente personaggi femminili (quello di Sean Bean è stato aggiunto dalla produzione, poco fiduciosa in un horror senza uomini) e lo sviluppo della trama è effettivamente pensato per approfondire la figura della donna come madre e come figlia, nell’esplorazione dei legami e delle loro degenerazioni. La colonna sonora, tratta completamente dai giochi della serie, aiuta la suspense e sottolinea l’atmosfera morbosa e claustrofobica della realtà alternativa di Silent Hill, accentuando le atmosfere abbastanza da permettere allo spettatore qualche salto sulla poltrona. Di poco sopra la mediocrità, Silent Hill rimane comunque un esperimento interessante, in ogni caso superiore a molte altre riduzioni analoghe. Una curiosità: Jodelle Ferland e Sean Bean riprendono quasi alla lettera i loro personaggi di, rispettivamente, Kingdom Hospital e The dark.

TITOLO ORIGINALE: Silent Hill

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