CULT, 21.00: L’Onda

L’ONDA di Dennis Gansel. Con Jürgen Vogel, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Frederick Lau. Germania, 2008. Drammatico.

Tratto dall’omonimo romanzo di Todd Strasser, L’onda ha vinto un Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale del Cinema di Istanbul e due premi ai Deutscher Filmpreis. Durante una settimana di lavoro sull’autarchia, in un liceo tedesco, uno dei ragazzi che partecipano afferma che in Germania non è più possibile l’insorgere di una dittatura, considerati i precedenti storici. Il professor Wenger, che dirige l’attività, decide allora di fare un piccolo esperimento con la classe: cominciando con l’imporre la compostezza fisica ed una disciplina stretta, ideando poi un saluto esclusivo per il gruppo ed una sorta di uniforme, li trasforma in poco tempo in una vera e propria elite sociale e politica: l’Onda. L’esperimento, però, comincia a sfuggirgli di mano…

Nel 1967, nel liceo Cubberley a Palo Alto, in California, il professore di storia Ron Jones ideò un esperimento sociale per far capire ai propri ragazzi il motivo per cui il popolo tedesco aveva accolto ed accettato la tirannia di Hitler prima e durante la Seconda Guerra Mondiale: con una propria uniforme, un proprio saluto, un proprio nome (la Terza Onda) ed una rigida disciplina, la sua classe si trasformò in meno di una settimana in un microcosmo assolutistico, pronto a seguire un leader massimo. L’esperimento finì quando Jones mostrò ai suoi ragazzi un documentario sul nazismo, rilevando le palesi affinità fra la Terza Onda ed il Terzo Reich. Quello che invece vuole (di)mostrare Gansel, che si ispira per il suo L’Onda al libro che racconta dell’esperimento, è qualcosa di diverso: non si tratta più solo di vedere come un gruppo, un popolo, una comunità possano asservirsi ad un leader senza riserve, ma di constatare che il seme dell’autarchia è innato e presente in ognuno di noi, specie in momenti di fragilità ed instabilità come l’adolescenza. L’Onda parte da un assunto leggermente diverso, rispetto alla vera storia della Terza Onda: a dare il via all’esperimento non è “Come hanno fatto i tedeschi a stare dalla parte del loro Governo in situazioni come lo sterminio degli ebrei?”, ma un’affermazione ancora più ingenua: “Dopo Hitler, in Germania non è più possibile che nasca una dittatura”. Quello che il professor Vanger, brillantemente interpretato da Jürgen Vogel, fa, è dimostrare ai ragazzi che il peso dell’io può essere insopportabile, che pensare autonomamente, con la propria testa, non è un processo scontato, ma una fatica continua, che comporta il rischio di ritrovarsi isolati, che, quindi, perdere se stessi in un gruppo più ampio, efficiente, presente, che non esclude se non chi ne è esterno, e che si asservisce totalmente alla volontà di un capo “saggio e superiore” può essere non solo piacevole, ma lo scopo di una vita, come dimostra la tragica esperienza di Tim, il ragazzo interpretato da un bravissimo Frederick Lau. Non è per vigliaccheria o paura che un popolo si sottomette ad un dittatore carismatico, ma per rinunciare al fardello della propria autodeterminazione: terreno fertile quindi sono le menti dei (pre)adolescenti, ancora alla faticosa ricerca di un io tutto da costruire. Gansel ha l’accortezza di non concludere con un improbabile happy ending una storia che ha ormai portato su altri e ben più inquietanti binari dell’esperimento californiano: L’Onda fa riflettere, appassiona, intimorisce e, soprattutto, ci mette in guardia. Non proprio un capolavoro, ma ci va molto vicino.

TITOLO ORIGINALE: Die Welle

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