PREMIUM CINEMA, 21.00: La sposa cadavere

LA SPOSA CADAVERE di Tim Burton. Con (voci) Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Emily Watson, Richard E. Grant. USA, 2005. Animazione.

Tratto da ll dito, una storia folkloristica ebrea, La sposa cadavere ha vinto un Saturn Award ed altri quattro premi internazionali, oltre ad aver ricevuto sedici nominations, una delle quali agli Oscar. Il giovane e imbranato Victor, figlio di prosperi commercianti, viene promesso a Victoria, la figlia di una nobile famiglia in declino. La sua goffaggine però manda a monte le prove del matrimonio, e Victor fugge imbarazzato nel bosco a provare i giuramenti. Quando infila la fede ad un ramoscello raggrinzito e pronuncia correttamente la formula, un cadavere sorge dal sottosuolo: il rametto era il suo anulare, e la donna, Emily, ora si considera la sposa di Victor e lo conduce con sé nel mondo dei morti. Starà a Victor ed al suo acume trovare un modo per lasciare la cadaverica sposa e tornare dalla sua Victoria…

Lo stop motion ha nella vita registica di Tim Burton un ruolo significante: il suo cortometraggio d’esordio, Vincent, era girato in stop motion, così come molti degli effetti speciali di Beetlejuice – Spiritello porcello e la sua creatura più celebre, il disneyano Nightmare before Christmas. Al suo ritorno, dopo più di dieci anni, allo stop motion, Burton delizia il pubblico con una splendida e romantica favola nera: La sposa cadavere è un piccolo gioiello di poesia e fantasia, che ben rappresenta il macabro e divertente immaginario del regista californiano. Il film ha un delizioso aspetto dualistico, che vede contrapposti come in uno specchio deformante il mondo dei vivi e quello dei morti; al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, però, è il primo ad essere grigio, spento, monotono, noioso e sempre uguale a se stesso, mentre il secondo è una vera e propria esplosione di musica e colori, di allegria, di gioia di vivere (o di essere morti, in questo caso). Danny Elfman cura, continuando una decennale collaborazione, la colonna sonora, e si esibisce in prima persona nei panni (le ossa) dello scheletro Bonejangles, che canta la migliore canzone del film, ribadendo la tanatofilia di Burton e de La sposa cadavere in particolare: considerato che alla morte è impossibile fuggire, tanto vale godersela, privi di tutte le aspettative e le preoccupazioni che assillano i vivi. La Bonham Carter dà voce ad una splendida protagonista, la sposa cadavere del titolo, che conquista con la sua dolcezza ed il suo disperato bisogno di amore, ma riesce anche a risultare non poco terrorizzante nella sua furia arrivati al finale; Depp e la Watson incarnano due personaggi squisiti nella loro ingenuità e purezza, in un mondo invece circondato da avarizia e meschinità. La scena finale, di una dolcezza sconfinata, così come quella della riunione fra vivi e morti subito prima, sposano un romanticismo mai eccessivo a comicità, malinconia, speranza, una certa cattiveria di fondo e molto altro. La sposa cadavere, pur presentando elementi da cinema d’infanzia, è diretto ad un pubblico già più maturo, ricco di riflessioni e spunti sulla natura umana, sulle emozioni e sulla vita puntuali e toccanti. Una piccola perla.

TITOLO ORIGINALE: Corpse Bride

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