SKY 1 HD, 21.00: Sette anime

SETTE ANIME di Gabriele Muccino. Con Will Smith, Rosario Dawson, Michael Ealy, Woody Harrelson. USA, 2008. Drammatico.

Secondo film statunitense di Muccino, Sette anime ha vinto due Image Awards ed ha ricevuto altre cinque nominations. Ben Thomas è un agente del fisco, un esattore piuttosto bizzarro, che si avvicina ai propri clienti in maniera stranamente entrante. L’uomo nasconde in realtà un segreto, a partire dal proprio nome: lui è Tim Thomas, ex ingegnere aerospaziale, che ha rubato l’identità al fratello. Tim, infatti, è responsabile di un incidente in cui sono rimaste uccise sette persone, compresa la moglie, ed ha un progetto per poter espiare le proprie colpe. Il suo piano, però, diventa di difficile attuazione quando si innamora di Emily Posa, una donna cardiopatica che ha avvicinato…

Muccino negli States ritenta il successo di La ricerca della felicità tornando a lavorare con Will Smith, ancora con una storia strappalacrime tesa a fare leva sull’emotività del pubblico più che sulla sua intelligenza. Sette anime rispecchia alla perfezione una sensibilità tutta americana che il regista romano sembra aver fatto sua: una mentalità che confonde pietismo con emozione, eliminazione del senso di colpa con giustizia, egoismo con sacrificio eroico, espiazione con redenzione. La storia di Tim Thomas, malamente interpretato da un Will Smith che punta ad una recitazione da soap opera, è un monumento all’egocentrismo, tipico di certo cinema statunitense modello Milius, che perlomeno aveva più stile. Sotto la maschera di un sacrificio votato al bene comune, infatti, si nasconde, neanche troppo bene, una lunga e dolorosa battaglia combattuta esclusivamente per eliminare i sensi di colpa di chi, comunque la si veda, non ha più niente da perdere (salvo poi incontrare una comunque brava Rosario Dawson ed avere di conseguenza qualche ripensamento) e che si assurge a giudice assoluto di vita e di morte nei confronti delle persone che, prese a caso da un elenco, sono le ignare vittime di un test redentista. Non c’è traccia di altruismo in Sette anime, solo di una sconfinata paura di vivere con se stessi, col proprio passato e con le proprie colpe, ed una profonda vigliaccheria che si traduce in un suicidio più o meno doloroso che elimina una possibilità vera di redenzione, con l’utilizzo delle proprie risorse per migliorare effettivamente la vita di altri. Oltre, poi, ad una devianza etica di fondo, Sette anime porta sullo schermo soluzioni narrative alquanto improbabili (la cubomedusa ordinata su eBay è il massimo) e performance recitative e registiche decisamente sotto la media, per poi concludere il tutto con un finale fra i più tristemente assurdi e smelensi che si siano visti ultimamente. Inutili i riferimenti a Shakespeare nel titolo originale (le Seven Pounds di Muccino vorrebbero rievocare l’usuraio Shylock de Il mercante di Venezia, che pretendeva il pagamento di una libbra di carne del mercante Antonio in risarcimento del suo debito), Muccino non riesce ad andare oltre un insostenibile pietismo ed un’ipocrisia morale sinceramente disturbante. Da evitare.

TITOLO ORIGINALE: Seven Pounds

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