AL CINEMA: Happy Family

HAPPY FAMILY di Gabriele Savaltores. Con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Valeria Bilello, Margherita Buy. Italia, 2010. Commedia.

Tratto dall’omonimo lavvoro teatrale di Alessandro Genovesi, Happy Family è il secondo film di Valeria Bilello. Ezio è uno scrittore, perlomeno aspirante tale. Il suo progetto è quello di scrivere un film d’autore, capace di emozionare il grande pubblico ma anche entusiasmare la critica. Il soggetto porta il titolo Happy Family e racconta di due famiglie che si avvicinano per via della malaugurata idea dei rispettivi figli sedicenni di sposarsi. Dopo poco che la storia va avanti, però, i personaggi cominciano ad avere lamentele sull’andamento della trama, e cominciano a fare pressioni ad Ezio…

Mediterraneo, del ’91, Salvatores l’aveva dedicato “a tutti quelli che scappano”; quasi vent’anni dopo il regista napoletano torna con un’altra curiosa dedica: “a tutti quelli che hanno paura”. E così, Happy Family scava dentro le vite e le paranoie di una serie di personaggi, stereotipati in modo da poter avere la più ampia veduta possibile sul milanese doc, alla ricerca di tutte le fobie e le manie che paralizzano, o semplicemente fanno vivere male. E ne trova molte, anche contraddittorie. Il film è di un’ironia unica, capace di far ridere di gusto e a denti stretti, con una malinconia di fondo che fa riconoscere il pubblico in almeno uno degli improbabili personaggi del film nel film (squisito il gioco metacinematografico), ma comunque proiettata verso un finale che, a suo modo, riesce a dare serenità. Pirandello è chiaramente il primo modello che Salvadores ha utilizzato (come già era successo con Nirvana), in seconda posizione Woody Allen, specie La rosa purpurea del Cairo e Harry a pezzi. La totalità dei personaggi parla direttamente in camera, in un continuo dialogo diretto con lo spettatore, quasi a voler confermare: “Esatto, è proprio di te che stiamo parlando”, in un accentuarsi continuo dell’esorcismo introspettivo. Fra gag decisamente efficaci, battute fulminanti e situazioni paradossali, Salvatores condisce la sua riflessione con un accentuato umorismo, fino ad arrivare a citare direttamente Groucho Marx e Laurel & Hardy: solo una risata potrà salvarci dai milioni di complessi che riusciamo ad inventarci in una singola giornata. Non il film migliore di Salvadores, Happy Family rimane comunque una gustosissima commedia, intelligente, divertente, mai noiosa, retta da un cast sempre all’altezza e diretto con esperienza e maestria da uno dei migliori registi della sua generazione. Da vedere,

TITOLO ORIGINALE: Happy Family

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