RAI 4, 21.10: Mystic River

MYSTIC RIVER di Clint Eastwood. Con Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Marcia Gay Harden. USA, 2003. Thriller.

Tratto dal romanzo La morte non dimentica di Dennis Lehane, Mystic River ha vinto due Oscar (Miglior Attore Protagonista e Non Protagonista) ed altri quarantuno premi internazionali, ed ha ricevuto sessantaquattro nominations, quattro delle quali agli Oscar. Boston, 1975: tre ragazzi, Dave, Sean e Jimmy, sono avvicinati da due pedofili, che portano via Dave, ritrovato solo quattro giorni dopo. Venticinque anni dopo, i tre sono ancora amici, ognuno con una propria famiglia. La figlia di Jimmy, però, viene brutalmente assassinata, e Sean è il poliziotto incaricato del caso. Date le circostanze, il passato criminale di Jimmy torna a bussare alla sua porta…

Da un romanzo cupo e crudo come quello di Lehane, Eastwood trae uno dei suoi film più belli, probabilmente il suo capolavoro. Mystic River è un impressionante monumento ad un passato che non perdona, a dolori che non si seppelliscono mai del tutto, a rapporti umani in disfacimento, ad un sogno americano che invece che garantire felicità per tutti la tiene stretta in una sequela falsa ed ipocrita di simbolismi vuoti. Il mondo sognato dai tre ragazzini si scontra subito con una realtà malvagia e spietata, che sarà vissuta dai tre uomini: un eccezionale Tim Robbins, malinconico, cupo, tormentato, emblema di un passato che non dimentica; un magnifico Sean Penn, anima nera del film, l’unico dei tre protagonisti che capisce fino in fondo il mondo in cui vive e che vi si adatta seguendone ogni regola più perversa; ed un bravissimo Kevin Bacon, idealista ma realista, convinto di poter portare un briciolo di giustizia in un oceano di corruzione. I personaggi femminili non colpiscono di meno, a partire da una inquietantissima Laura Linney, una Lady Macbeth legata a doppio filo al personaggio di Sean Penn da un’accettazione totale dell’oscurità del mondo; non da meno Marcia Gay Harden, che interpreta una frastornata e confusa Celeste, moglie di Dave, travolta dagli eventi ad una velocità tale da non rendersi neanche conto di essere l’innesco di una serie di tragedie. Lo stile di Clint c’è e si fa sentire, con una pacatezza che non ha eguali, mai pietista, mai sensazionalista, mai virtuosista: la macchina da presa scava nelle anime di ogni singolo personaggio, rivelandone luci ed ombre, in una presa di coscienza dolorosa e necessaria. La pioggia di premi per Mystic River è più che giustificata, giusta ricompensa per una riflessione realista e cupa di quello che l’America era, dovrebbe essere ed è diventata.

TITOLO ORIGINALE: Mystic River

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