RETE 4, 21.10: Debito di sangue

DEBITO DI SANGUE di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Jeff Daniels, Wanda De Jesus, Anjelica Huston. USA, 2002. Thriller.

Tratto dall’omonimo romanzo di Michael Connelly, Debito di sangue ha vinto un premio al 60° Festival di Venezia. Los Angeles: il veterano detective dell’FBI Terry McCaleb è sulle tracce di un serial killer che lo sfida con codici ed enigmi, ma durante un inseguimento ha un infarto che lo costringe alla pensione. Due anni dopo McCaleb riceve un cuore nuovo: la donatrice è una donna ispanica, uccisa proprio dal serial killer cui il detective dava la caccia. Desideroso di chiudere i conti una volta per tutte, McCaleb torna in azione, ma durante le sue indagini si imbatte nuovamente negli enigmi lasciati dall’assassino, che ha tutta l’intenzione di riaprire con lui la partita lasciata aperta anni prima.

Prima di Mystic River, a tutti gli effetti il film della svolta, Eastwood era comunque un ottimo regista di maniera, specializzato in polizieschi, thriller, qualche western. L’esperienza di genere è stata fatta direttamente su campo, in qualità di attore, e Debito di sangue infatti ricorda da vicino le avventure dell’ispettore Callaghan, uno dei personaggi che ha consacrato Clint al successo. La grande capacità di Eastwood, però, è quella di usare la propria esperienza per riflettere sui generi e sul cinema in generale, ma anche sulla situazione umana dei personaggi che mette in scena. Dalla storia di un duro come Terry McCabe, tipico poliziotto vecchia scuola, tutto d’un pezzo, che non disprezza l’uso della violenza nell’esercizio del proprio mestiere, tutto ci si potrebbe aspettare tranne una riflessione sulla femminilità. Debito di sangue, invece, mette la Donna come archetipo al centro della propria narrazione, e perfino il protagonista maschile assume in sé l’elemento femminile, allegoricamente identificato dal cuore. Una riflessione matura e puntuale sull’impossibilità dell’esistenza del “super cowboy” in un mondo in cui chi usa la violenza è comunque il cattivo. Dove il film funziona meno è nella storia d’amore fra McCabe e Graciella, decisamente fuori luogo e quasi un esorcismo della vecchiaia da parte dello stesso Eastwood. A parte questo, Debito di sangue è costruito a regola d’arte, con una perfetta gestione di tempi e tensione, colpi di scena al punto giusto, momenti di pausa che non annoiano e si integrano perfettamente col contesto. E, tanto per spiazzare i lettori del romanzo di Connelly, Eastwood cambia l’assassino, assicurando la visione di una nuova storia per tutti. Anche, e soprattutto, per quelli che si aspettavano Callaghan.

TITOLO ORIGINALE: Blood Work

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