RAISAT CINEMA, 21.00: Casomai

CASOMAI di Alessandro D’Alatri. Con Fabio Volo, Stefania Rocca, Gennaro Nunziante, Andrea Jonasson. Italia, 2002. Drammatico.

Esordio cinematografico di Fabio Volo, Casomai ha vinto un Nastro d’Argento ed altri tre premi internazionali, ed ha ricevuto dieci nominations, cinque dei quali ai David di Donatello. Tommaso e Stefania sono due ragazzi profondamente innamorati, che decidono di sposarsi. Digiuni di chiesa, si affidano per il matrimonio al giovane don Livio, che celebra in una pieve che aveva colpito i due sposi. Durante l’omelia, il sacerdote decide di mettere alla prova i due, raccontando loro tutte le possibili difficoltà cui il loro matrimonio potrà andare incontro. Perché, se innamorarsi è relativamente facile, scegliere ogni giorno di vivere insieme lo è tutt’altro…

Per parlare di matrimonio in modo intelligente ci vuole un certo coraggio, specie nel cinema italiano, in cui l’istituzione è vista spesso ad usofrutto esclusivo di commedie di corna o di storie alla Muccino con famiglie sfasciate da romanticissime ed adolescenziali relazioni extraconiugali. E’ difficile anche perché il rischio sempre presente è quello di scadere in noiosi moralismi sulla santità istituzionale e sacramentale del rapporto di coppia, senza però calarsi nei panni di chi, giorno per giorno, concretamente, affronta quella che, emotivamente e razionalmente, è una sfida continua con se stessi. Casomai, da questo punto di vista, è un piccolo miracolo cinematografico. D’Alatri, tramite il sorprendente personaggio di don Silvio (un brillante e convincente Gennaro Nunziante), racconta una storia a suo modo comune, seppur volutamente insistita e a tratti esagerata: una coppia, sinceramente innamorata, che vive con entusiasmo i primi tempi del matrimonio, l’arrivo del primo figlio, la novità del rapporto, ma che si lascia poi, a poco a poco, sopraffare dai problemi esterni ma comunque legati al loro amore ed al loro matrimonio: i soldi che sembrano non bastare mai, la ripetitività e la monotonia, l’arrivo imprevisto di altri figli, la routine giornaliera che si trasforma in un cancro per l’immediatezza e la freschezza della relazione, i consigli fuoriluogo degli amici che prendono parti in posizioni che richiederebbero esclusivamente obiettività e saggezza. Ogni pezzo della storia è inserito con precisione e spontaneità in un contesto di quotidianeità credibile, rispecchiante situazioni conosciute nel concreto dalla maggior parte degli spettatori, con una lucidità ed una sincerità non comuni. Con un’atmosfera narrativa a tratti angosciante e spiazzante, che fa dimenticare in fretta di trovarsi di fronte ad un ipotetico succedersi degli eventi delineato dal sacerdote, D’Alatri delinea l’oggettiva difficoltà di costruire un rapporto vero e duraturo in mezzo alla tempesta della logorante vita di tutti i giorni, con le debolezze e le fallibilità comuni a tutti gli esseri umani, ma lo fa senza pietismi o moralismi, senza avere altro obiettivo che la semplice (e a tratti spietata) delucidazione dei fatti, per essere guida e non profittatore nello status quo. Sorprendente l’esordio di Volo, reduce da Le iene, che dimostra una sensibilità  artistica inaspettata ed una discreta capacità  di calarsi nei panni del proprio personaggio; sempre all’altezza anche la Rocca, ottima protagonista femminile, che ripetutamente stacca di varie lunghezze lo stesso Volo. Casomai è un film diretto, costruttivo, capace di muovere a riflessione, ben costruito e (ben) pensato. Difficile chiedere di più.

TITOLO ORIGINALE: Casomai

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