CANALE 5, 21.10: The Day after Tomorrow – L’alba del giorno dopo

THE DAY AFTER TOMORROW – L’ALBA DEL GIORNO DOPO di Roland Emmerich. Con Dennis Quaid, Emmy Rossum, Jake Gyllenhaal, Dash Mihok. USA, 2004. Catastrofico.

Uno dei massimi successi della stagione cinematografica 2004, The Day after Tomorrow – L’alba del giorno dopo ha vinto un BAFTA, un BMFI Film Music Award, un Mtv Movie Award ed un VES Award. Un paleoclimatologo, Jack Hall, dopo un periodo di studi e di osservazione al Polo Sud, avverte le Nazioni Unite dei risultati dei suoi studi: una nuova era glaciale è prossima, ed è necessario invertire le tendenze di consumo per salvare il pianeta prima che sia troppo tardi. Il vice presidente statunitense e la maggior parte dei leader mondiali, però, prendono gli avvertimenti dello scienziato come inutili allarmismi, preferendo coltivare i propri interessi economici. Quando le previsioni di Hall, però, si avverano, avranno modo di pentirsene…

A Hollywood, Emmerich è uno dei maestri indiscussi del genere catastrofico, avendo affrontato il genere più della maggior parte dei registi ed ammantando, il più delle volte, le proprie pellicole con indubbiamente valide intenzioni ambientaliste. Anche The Day after Tomorrow – L’alba del giorno dopo intende, oltre che fornire uno spettacolo impressionante garantito da eccellenti effetti speciali, insistere sulla linea politico-ambientalista modello Al Gore, in diretta polemica con la decisione di Bush di non sottoscrivere il Trattato di Kyoto e della politica di consumo non ecosostenibile in genere. Purtroppo, intenzioni tanto nobili non sono sostenute da un film all’altezza, e tutto finisce col perdersi in un’overdose di improbabili scene d’azione e nel ridicolo di una pretesa base scientifica malamente riproposta. Gli errori sono numerosi ed evidenti, a partire dall’onda anomala che sommerge New York e dovrebbe essere il momento clue del film, ma che purtroppo proviene dalla parte sbagliata della città (dalla terra ferma e non dall’oceano); a seguire, temperature artiche capaci di congelare il carburante degli aerei nei serbatoi ma non di uccidere dei lupi o di congelare la pennicillina, assurde scene d’inseguimento con i nostri eroi braccati dal gelo che, letteralmente, li insegue sui ponti di una nave (ponti di ferro che, sebbene ripetutamente toccati, non danno ai personaggi i minimi segni di ustioni da freddo, come ci si potrebbe aspettare, nonostante la temperatura polare), trombe d’aria talmente forti da spazzare via intere città ma non abbastanza da abbattere un singolo elicottero che ci vola nel mezzo, e  via discorrendo. Il problema di Emmerich ed in particolare di The Day after Tomorrow è la presunzione, tipicamente americana, di cui si fanno portavoce, che spinge a considerare superflua qualsiasi correttezza d’espressione purché ci sia un messaggio da portare; ora, certamente il contenuto ha un’importanza superiore alla forma, ma in determinati casi, ignorare completamente quest’ultima è una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti dell’intelligenza dello spettatore. Per i patiti del genere, c’è di che divertirsi, meglio che si astengano tutti gli altri.

TITOLO ORIGINALE: The Day after Tomorrow

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1 Comment

  1. E il bello è che Emmerich riesce a dare il meglio ( ?! ) di sè solo in questo tipo di film !!! 10.000 AC, che era leggermente diverso, era a mio avviso decisamente peggio !!! 😦

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