IRIS, 22.40: Galileo

GALILEO di Liliana Cavani. Con Cyril Cusack, Nikolay Doychev, Piero Vida, Georgi Kaloyanchev. Italia, Bulgaria, 1968. Biografico.

Ispirato alla vita del filosofo e fisico Galileo Galilei, Galileo è il quarto film di Liliana Cavani. Pisa, 1592: Galileo Galilei, ventottenne filosofo naturale, comincia a mettere in dubbio la veridicità del sistema fisico e cosmologico tolemaico, considerato vero dalla Chiesa cattolica ed insegnato come unica dottrina possibile. L’amicizia con altri pensatori come Giordano Bruno ed il riscontro positivo di alcuni esperimenti confermano le intuizioni di Galilei, ma la Chiesa, nella persona del cardinal Bellarmino e del pontefice Urbano VIII, tenta di mettere a tacere le sue scoperte, convinta che una nuova concezione del cosmo finirà inevitabilmente per imprimere all’uomo una nuova visione anche di se stesso. Si aprirà così un lungo processo…

Dopo il suo Francesco, la Cavani torna al genere biografico, sempre incentrando il proprio lavoro su una figura che, a suo tempo ma non solo, risultò controversa in ambito ecclesiastico. Il Galileo della Cavani non è una  riedizione di Vita di Galileo di Brecht: se ne distacca sia per la dinamica del racconto, sia per l’attento evitare eccessivi didascalismi, sia per una visione del personaggio analoga ma certamente non identica. Cusack interpreta un Galileo pacato, calmo, sicuro delle proprie convinzioni ma anche restio a qualsiasi forma di scontro, più perplesso per l’ottusità dei propri avversari che non ansioso di “convertirli” alla propria visione. Questo, però, non comporta certo una presa di posizione “soft” della Cavani, che anzi dipinge l’ambiente papalino come simil-fascista, facendo attenzione che l’ultima inquadratura della pellicola sia il primo piano di una statua in costruzione che raffigura Urbano VIII nell’atto di fare il saluto romano. Il parallelismo appare fuori luogo data la sequela di incorrettezze storiche, perlopiù volontarie e principalmente ai danni della figura di Bellarmino, storicamente uno dei pochi prelati che sostenevano Galilei, trasformato dalla Cavani in un subdolo ingannatore che porta lo scienziato all’abiura tramite macchinazioni e stratagemmi. Galileo è certamente un film tecnicamente valido, con un succedersi quasi meccanico degli eventi che vorrebbe garantirne l’uniformità alla storia manualistica ed arricchito da una splendida colonna sonora firmata Ennio Morricone, ma la sua estrema faziosità che si spinge fino a manipolare la Storia lo abbassano di qualche gradino nella considerazione del genere cui appartiene, in cui la vita di un personaggio dovrebbe essere messa a esempio, non manipolata per sottolineare un messaggio che già di per sé darebbe, o addirittura fornirne altri.

TITOLO ORIGINALE: Galileo

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