RAIUNO, 03.10: L’uccello dalle piume di cristallo

L’UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO di Dario Argento. Con Tony Musante, Eva Renzi, Enrico Maria Salerno, Suzy Kendall. Italia, Germania, 1970. Thriller.

Film d’esordio di Dario Argento, L’uccello dalle piume di cristallo ha ricevuto una nomination agli Edgar Allan Poe Awards. Mentre una sera sta tornando a casa, lo scrittore italo-americano Sam Dalmas è involontario testimone di un tentato omicidio: il ragazzo assiste ad una colluttazione all’interno di una galleria d’arte, al termine della quale una donna cade ferita da un coltello; si tratta di Monica Ranieri, moglie del proprietario della galleria. Sam scopre che non si tratta di un caso isolato: un misterioso assassino ha già aggredito ed ucciso altre tre donne nello stesso mese. E sembra non abbia proprio intenzione di fermarsi…

Un esordio memorabile per quello che verrà a posteriori riconosciuto come il maestro italiano del thriller. Dario Argento fu contattato da Bertolucci, che lo conosceva dal set di C’era una volta il West di Leone, per dirigere una riduzione cinematografica de La statua che urla di Fredric Brown. Talmente preso dal proprio soggetto, Argento lo modificò a tal punto da trasformarlo in una storia completamente diversa, arrivando poi a produrlo in proprio assieme al padre Salvatore. L’uccello dalle piume di cristallo, primo film di un’ideale Trilogia degli animali, rivoluziona non tanto il cinema in sé quanto il suo linguaggio, le sue tecniche espressive. Fra ovvi rimandi al grande Mario Bava ed altri meno ovvi al re del western Sergio Leone, Argento crea uno stile nuovo, onirico, gotico, una sorta di soggettiva all’interno dei propri incubi, uno sguardo che distorce la realtà e la piega al capriccio dell’immaginazione. Roma diventa perciò una città buia, quasi vittoriana, inquietante e sconosciuta, e lo spettatore stesso viene trascinato nella distorsione sensoriale di cui è vittima il protagonista, costretto a vedere come lui, ma anche quello che vede lui, per arrivare al finale e scoprire di aver avuto dall’inizio la soluzione sotto gli occhi, ma di non essere riuscito a vederla per la fallibilità dei propri sensi e per gli inevitabili preconcetti che accompagnano la visione di un certo genere di film, preconcetti che in questo caso sviano l’attenzione: l’intuizione geniale de L’uccello dalle piume di cristallo è il far capire allo spettatore, attraverso gli occhi del protagonista, di aver visto non ciò che effettivamente stava accadendo nel film ma ciò che lui si aspettava accadesse in una situazione simile. Nessuna illusione, nessun gioco di prestigio, semplicemente trucchi della mente umana, sfruttati ad arte per imbastire uno dei migliori thriller di sempre, condito con una notevole dose d’ironia ed uno stile registico che farà storia. L’uccello dalle piume di cristallo non è il miglior Argento: presenta qualche incongruenza di sceneggiatura che l’impronta realistica non giustifica e qualche naturale incertezza da esordio, ma già così è stato capace di rivoluzionare un intero genere.

TITOLO ORIGINALE: L’uccello dalle piume di cristallo

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