RAIUNO, 04.00: Lost in Translation – L’amore tradotto

LOST IN TRANSLATION – L’AMORE TRADOTTO di Sofia Coppola. Con Bill Murray, Scarlett Johansson, Anna Faris, Giovanni Ribisi. USA, 2003. Commedia.

Secondo film di Sofia Coppola, Lost in Translation – L’amore tradotto ha vinto un Oscar ed altri settanta premi internazionali, ed ha ricevuto altre cinquantanove nominations. Bob Harris è un attore sul viale del tramonto, arrivato a Tokyo per girare uno spot di una marca di whisky; Charlotte è la moglie di John, un fotografo di grido che ha ottenuto un incarico in Giappone. Bob e Charlotte si incontrano, entrambi residenti nello stesso hotel di lusso, entrambi colti da una fastidiosa insonnia. I due imparano a conoscersi, facendosi compagnia lontani dalla confusione e le luci al neon della grande città, arrivando ad una sintonia quasi perfetta. La reciproca compagnia diventa fondamentale, ma si avvicina il momento di tornare a casa…

Essere figli d’arte può essere un problema, specie se il padre è un mostro sacro del cinema contemporaneo come Francis Ford Coppola. Con Lost in Translation – L’amore tradotto, però, Sofia riesce una volta per tutte a liberarsi dell’ingombrante ombra del padre, acquistando una autonomia (e maturità) artistiche inaspettate e stupefacenti. In Lost in Translation, commedia dolceamara che si distacca parecchio dal precedente Il giardino delle vergini suicide, la Coppola accarezza con la camera i personaggi con una sensibilità ed una discrezione eccezionali, capace di portare sullo schermo tutte le inquietudini e le contraddizioni di due esistenze confuse. Bill Murray e Scarlett Johansson sono due protagonisti perfetti, a proprio agio nei panni di due individui che non potrebbero essere più diversi, ma che condividono, in una delle città più affollate del mondo, uno spiazzante sentimento di solitudine ed un disperato bisogno di contatto umano. La Coppola non esagera, non invade gli spazi né l’intimità dei suoi personaggi, lascia che le loro storie si “raccontino da sole”, con una naturalezza ed una leggerezza che rasentano la poesia. Ritmi lenti, spazi aperti che nascondono una claustrofobia esistenziale, un’insonnia allegorica che costringe alla veglia chi vorrebbe solo abbandonarsi al sonno: Lost in Translation – L’amore tradotto è uno dei motivi per cui il cinema indipendente è e rimane fondamentale alla vita del cinema stesso. Il titolo originale si rifà a quanto, delle sfumature di un discorso, si perde inevitabilmente nella traduzione; come spesso accade, meglio sorvolare su quello italiano, fuori luogo e fuorviante.

TITOLO ORIGINALE: Lost in Translation

Annunci

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...