STUDIO UNIVERSAL, 21.00: Gli uccelli

GLI UCCELLI di Alfred Hitchcock. Con Tippi Hedren, Rod Taylor, Jessica Tandy, Suzanne Pleshette. USA, 1963. Thriller.

Tratto dall’omonima novella di Daphne Du Maurier, Gli uccelli ha vinto un Golden Globe ed un Video Premiere Award, ed ha ricevuto quattro nominations a vari premi, una delle quali agli Oscar. La giovane e ricca Melanie Davis conosce il bell’avvocato Mitch Brenner. Attratta dall’uomo, decide di andarlo a trovare a Bodega Bay, la cittadina in cui vive con la sorellina e la madre, portando come scusa una coppia di pappagallini alla bambina. Sul litorale, però, la ragazza viene aggredita da un gabbiano: è solo l’inizio di un attacco in massa di tutte le specie di uccelli, che si sono inspiegabilmente coalizzate contro gli esseri umani.

Anche in una filmografia varia come quella di Hitchcock, Gli uccelli si può considerare un film a sé stante, l’unico ad avere qualche elemento fantastico nella trama, pur inserito nella abituale dimensione del thriller. Come la maggior parte dei film del Maestro del Brivido, Gli uccelli ricevette un’accoglienza tiepida all’uscita, ancora considerato esclusivamente come “cinema commerciale”, adatto al grande pubblico e non alla critica più raffinata. Eppure, il film riserva momenti di regia unici ed ineguagliabili, un uso matematico della tensione ed una fotografia fra le migliori del suo tempo. Hitchcok, ispirandosi per l’assunto ad una novella della sempre amata Du Maurier, trasforma gli animali simbolo della tranquillità e della pacatezza in macchine assassine senza pietà, efficienti e fredde, che senza alcun motivo apparente cominciano a terrorizzare gli abitanti di una piccola cittadina (e non solo: la sceneggiatura originale prevedeva una panoramica del Golden Gate di San Francisco invasa dagli uccelli). Gli incidenti sul set non mancarono, visto e considerato che tutti gli uccelli presenti nel film sono animali veri, ma Hitch non si perse d’animo e confezionò quello che è il suo thriller più surreale ed adrenalinico, una sequela continua e senza respiro di inseguimenti che fanno sentire i protagonisti, e gli spettatori con loro, completamente indifesi. La scena finale, aperta come sempre (Hitch si rifiutò perfino di apporre il canonico, e consolatorio, “The end”), è passata alla storia, così come molte altre all’interno del film, copiate e parodiate all’infinito. La peculiarità maggiore de Gli uccelli è probabilmente la sua totale mancanza di colonna sonora, lasciata come appannaggio al tetro gracchiare dei corvi che non abbandona quasi mai il sottofondo. Film d’esordio per la Hedren, che piacqua abbastanza a Hitchcock da rivolerla anche per Marnie. Immancabile il cameo del regista, che stavolta esce con un cane al guinzaglio (unico altro animale presente nel film oltre agli uccelli) da un negozio di animali. Gli uccelli, sebbene non sia il miglior Hitchcock, rimane un pezzo di storia del cinema insostituibile, ricco di innovazioni sia in campo tecnico (le riprese in esterni sono quasi tutte su sfondali dipinti proiettati su schermo giallo) che nella concezione stessa del thriller, un capolavoro di suspense e ritmo. Impareggiabile.

TITOLO ORIGINALE: The Birds

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