STUDIO UNIVERSAL, 21.10: Per un pugno di dollari

PER UN PUGNO DI DOLLARI di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Lukschy. Italia, Spagna, Germania Ovest, 1964. Western.

Ispirato a La sfida del samurai di Akira Kurosawa, Per un pugno di dollari ha vinto un Nastro d’Argento per la Migliore Musica. Un pistolero senza nome arriva nella cittadina di San Miguel, al confine tra USA e Messico. Qui viene a sapere di una faida lunga generazioni fra le due più potenti famiglie del luogo, i Rojo, commercianti di alcol, ed i Baxter, venditori di armi. Il pistolero, ribattezzato Joe dai paesani, offre il proprio talento con le armi ad entrambe le famiglie, facendo da mercenario ora per l’una, ora per l’altra, in un rischioso doppio gioco che finirà col metterlo nei guai con le due famiglie, specialmente coi Rojo, il cui capo, Ramòn, spietato assassino abilissimo col fucile, non l’ha mai visto di buon occhio…

Il western, negli anni Sessanta, era un genere invecchiato, che stentava a stare al passo coi tempi e che sembrava destinato all’oblio. La sua resurrezione fu possibile grazie al romano Sergio Leone, in arte Bob Robertson (un omaggio al padre, che si firmava con lo pseudonimo Roberto Roberti), che, dalla geniale idea di trarre un western da Kurosawa, sviluppò quello che a tutti gli effetti è un nuovo genere, poi ribattezzato spaghetti western. Con Per un pugno di dollari, primo capitolo di un’ideale Trilogia del dollaro, il western viene completamente reinventato, i suoi archetipi riscritti, il suo linguaggio inasprito: il mito della frontiera, gli ideali di libertà e giustizia, vengono completamente dimenticati, sostituiti da una sprezzante ironia, un violento cinismo ed una morale fragile, quasi inesistente, incarnata in un avido opportunismo che accomuna “buoni” e “cattivi”, definizione decisamente superata nel cinema di Leone. Il protagonista è un allora sconosciuto Clint Eastwood, un pistolero dalla faccia di bronzo (la sua mimica facciale è diventata proverbiale: solo due espressioni Eastwood usa nel film, con e senza cappello) che per la maggior parte delle volte lascia che sia la sua pistola a parlare per lui; il villain è un Gian Maria Volonté altrettanto sprezzante e violento, un sadico assassino colmo di arroganza e disprezzo. Le caratterizzazioni rimandano all’epica, così come gli immensi paesaggi (spagnoli, ma sembra di essere in New Mexico) catturati da splendidi campi lunghi, e la leggendaria e bellissima colonna sonora di Ennio Morricone (anche lui con uno pseudonimo, Dan Savio). Nessuna idealizzazione storica, nessuna pretesa di grandi scontri morali fra bene e male: stragi, torture, sparatorie che potrebbero essere scontri all’arma bianca, un clima che trasuda violenza e cattiveria, con rari lampi di umanità ed un umorismo macabro che alleggerisce la cappa di crudezza che impermea tutto il film: Per un pugno di dollari reinventa un genere morto e lo consacra a nuova fama, lanciando nell’empireo regista e protagonista ed entrando, di diritto, nella storia del cinema.

TITOLO ORIGINALE: Per un pugno di dollari

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