RETE 4, 23.35: Scoprendo Forrester

SCOPRENDO FORRESTER di Gus Van Sant. Con Sean Connery, Rob Brown, F. Murray Abrahm, Anna Paquin. USA, 2000. Drammatico.

Film d’esordio di Rob Brown, Scoprendo Forrester ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Berlino, un Sierra Award a Las Vegas, un PFCS Award a Phoenix ed uno Young Artist Award, ed ha ricevuto altre otto nominations. Jamal Wallace è un ragazzo del Bronx, con una passione per il basket ed una spiccata propensione alle materie letterarie. Per una scommessa fatta con alcuni amici, Jamal entra nella casa di un vecchio scorbutico, l’incubo dei ragazzi del quartiere, con cui però comincia a relazionarsi positivamente. Il vecchio altri non è che il leggendario scrittore William Forrester, scomparso dalla vita pubblica e dal panorama letterario dopo aver vinto il Pulitzer con il suo unico testo pubblicato. Jamal non lascia andare l’occasione e chiede a Forrester di diventare il suo maestro…

Scoprendo Forrester potrebbe essere interpretato come una risposta “umanistica” a Will Hunting – Genio ribelle, un film di formazione in cui Van Sant completa un dittico sulle giovani menti da scoprire, passando dall’innato genio scientifico di Will Hunting alla profonda abilità letteraria di Jamal Wallace. Il cameo finale di Matt Damon potrebbe confermare questo parallelismo, in un’ideale continuazione che corre fra i due film. Non è, però, solo l’ambito di studi a cambiare in Scoprendo Forrester: se Will Hunting era (giustamente) incentrato sulla formazione del giovane protagonista, Scoprendo Forrester si concentra invece sulla figura del formatore, che diventa perno della vicenda, l’educatore come protagonista dell’educazione, con il ruolo stesso di formatore che diventa un testimone che ragazzo e vecchio si passano per tutta la durata del film. Riechieggiando a tratti il professor Maguire di Robin Williams, il Forrester di Sean Connery ha tanto da insegnare su come si scrive, e tanto da imparare su come si vive, e sarà un ragazzo come tanti altri che troverà la chiave per entrare nel suo mondo fatto di delusioni e rimpianti e che spingerà il vecchio a prendere nuovamente le redini della propria vita. Le manie da primadonna di Connery a volte rischiano di guastare la complessività del film, ma Van Sant riesce ad arginare il suo protagonismo con una regia esperta ed equilibrata, dando lo spazio che merita all’esordiente Rob Brown, stupefacente nella sua bravura, tanto più considerato il fatto che il ragazzo, originario di Harlem, si era presentato alle audizioni per le comparse: fu Van Sant stesso che, colpito dalla sua forza di carattere, lo scelse (con le proteste di rito della produzione) come protagonista. Scoprendo Forrester non raggiunge la qualità, la profondità, la bellezza di Will Hunting, ma rimane, preso di per sé, un ottimo film, un racconto appassionante, commovente, vero, con personaggi memorabili, capace di toccare i tasti giusti nello spettatore senza mai esagerare nel pietismo.

TITOLO ORIGINALE: Finding Forrester

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