LA7, 23.10: La leggenda del Re Pescatore

LA LEGGENDA DEL RE PESCATORE di Terry Gilliam. Con Jeff Bridges, Robin Williams, Amanda Plummer, Mercedes Ruehl. USA, 1991. Drammatico.

Ispirato alla leggenda del ciclo arturiano di Parsifal e del Re Pescatore, La leggenda del Re Pescatore ha ricevuto undici premi internazionali, fra cui un Oscar (Miglior Attrice Non Protagonista alla Ruehl), e diciassette nominations, quattro delle quali sempre agli Oscar. La carriera del popolare deejay Jack Lucas va a rotoli quando un pazzo, interpretando alla lettera un suo discorso alla radio, fa una strage in un locale per poi uccidersi. Anni dopo, costretto ad una vita “troppo normale” per lui e roso dai sensi di colpa, Jack incontra Parry, un eccentrico barbone, convinto di aver ricevuto il compito di ritrovare il Santo Graal. Quando Jack scopre che Parry in realtà era un professore, impazzito dopo che la moglie è stata uccisa dal maniaco da lui scatenato, farà di tutto per trovare la sua redenzione…

Dopo Le avventure del Barone di Münchausen, Gilliam si era detto stanco di grandi film pieni di effetti speciali: La leggenda del Re Pescatore doveva essere per lui un momento di relax, privo di momenti personali, limitato alla trasposizione del copione di Rudolf Eric Raspe; quando, però, cambiò una scena che non gli andava a genio, trasformandola nello splendido ed onirico valzer nella metropolitana, ha cominciato a cambiare idea, rendendo Il Re Pescatore uno dei film più suoi, più vivi, più emozionanti. La pellicola è innanzitutto una storia di rendenzione: Jack (un ottimo e sardonico Jeff Bridges) vede la propria arroganza perseguitarlo, tramite il “Perdonami!!” della sitcom che non ha mai girato, e con incontri che avrebbe volentieri evitato, primo fra tutti quello con Parry (Parsifal), uno splendido Robin Williams, che vive i tempi di Artù nella New York degli anni ’90, perseguitato da un Cavaliere Rosso il cui stendardo sono gli spruzzi di sangue della ferita che ha ucciso sua moglie, e che cavalcando emette fiamme e boati di tuono in memoria del fucile che l’ha provocata; l’unico modo che Jack ha per “salvare” Parry, e se stesso, è quella di entrare nel mondo del barbone, vedere ciò che lui vede, vivere ciò che lui vive, arrivando, assieme allo spettatore, ad una bizzarra scoperta: solo nella follia si può trovare la magia. E anche la follia si svela sotto molti aspetti: quella di una coppia di uomini adulti che la notte girano nudi a Central Park ed il giorno cercano il Graal a New York; quella di un barbone travestito che canta brani da cabaret; e quella più antica e comune: l’amore. Con un cast ai massimi livelli, una regia precisa, sognatrice e attenta ed un solido soggetto alla base, La leggenda del Re Pescatore è uno dei migliori film di Gilliam, ed uno dei migliori film degli anni ’90 in assoluto. Impossibile non emozionarsi, commuoversi, divertirsi, appassionarsi.

TITOLO ORIGINALE: The Fisher King

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