JIMMY, 21.00: Excalibur

EXCALIBUR di John Boorman. Con Nigel Terry, Nicol Williamson, Nicholas Clay, Helen Mirren. USA, GB, 1981. Fantasy.

Ispirato al ciclo arturiano della tradizione britannica, Excalibur ha vinto un Saturn Award ed un premio al Contributo Artistico a Cannes, ed ha ricevuto dieci nominations, una delle quali agli Oscar (Miglior Fotografia). Figlio di Uther Pendragon e Igraine, sedotta con l’inganno e la magia, Artù viene cresciuto, per decisione del mago Merlino, dal semplice sir Hector. Quando Merlino, che da sempre ha vegliato sul ragazzo, giudica maturo il tempo per un nuovo re, muove gli eventi in modo che il ragazzo estragga la spada Excalibur dalla roccia in cui Uther l’aveva piantata. Artù darà così inizio alla leggenda di Camelot.

Vita, morte e miracoli di re Artù, il personaggio più conosciuto della tradizione britannica. Boorman, reduce dalle fatiche di Zardoz e L’esorcista 2, mette in scena un film possente, magico, epico, con un certo gusto per il kitsch che non guasta la trasposizione monumentale del ciclo arturiano. Excalibur segue alla lettera la cronologia degli eventi della tradizione, ma la reinventa in una trasposizione che non lascia immaginare i dettagli, precisa e cruda, con una forza ed un sacro furore che rimandano direttamente al cinema di Kurosawa. Il casting è impeccabile, guidato più che dall’Artù di Terry, dallo splendido e machiavellico Merlino di Nicol Williams, che fa presto scordare il buffo mago col cappello a punta de La spada nella roccia Disney; Helen Mirren è una splendida, sensuale e malefica Morgana, fantasma vendicatore di un passato brutale. Boorman non trascura alcun elemento del ciclo, da quelli più antichi a quelli che appartengono alla tradizione cristiana: gli amori di Lancillotto e Ginevra di intersecano alla ricerca del Santo Graal, i tornei d’arme all’evocazione di potenze elementali e druidiche, il tutto unito da una sensibilità artistica da tragedia greca e da una potenza di immagini, suoni e contenuti quasi inedita. La colonna sonora fa la parte del leone, con gli splendidi brani originali di Trevor Jones che vanno a braccetto con Wagner e con gli affascinanti Carmina Burana di Orff. Excalibur rappresenta un cinema di puro spettacolo, forse, ma si tratta di uno spettacolo talmente colto, potente, intelligente e ben costruito che non può contagiare con la sua intrinseca passione e forza. Fra violenza efferata e amori struggenti, fra codici d’onore e maligne sensualità, Excalibur conquista ed avvince, in un recupero integrale della potenza delle antiche storie.

TITOLO ORIGINALE: Excalibur

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