PREMIUM EMOTION, 22.50: Il miglio verde

IL MIGLIO VERDE di Frank Darabont. Con Tom Hanks, Michael Clarke Duncan, David Morse, Sam Rockwell. USA, 1999. Drammatico.

Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, Il miglio verde ha ricevuto tredici premi internazionali e ventisette nominations, quattro delle quali agli Oscar (Miglio Attore Non Protagonista, Miglior Film, Miglior Sonoro, Miglior Sceneggiatura Non Originale). 1999: Paul Edgecomb è uno degli anziani ospiti di una casa di riposo della Louisiana. Perseguitato da incubi, Paul scoppia improvvisamente a piangere guardando Cappello a cilindro: alle richieste dell’amica Elaine, l’uomo le racconta di quando, nel 1935, lui lavorava come guardia penitenziaria nel braccio della morte della prigione di Cold Mountain. La sua vita è destinata a cambiare per sempre il giorno che arriva come detenuto il colossale John Coffey, un gigante dal cuore buono accusato di aver stuprato ed assassinato due bambine. La presenza di Coffey lascerà un segno in ognuna delle guardie e dei detenuti, specialmente in Paul.

Secondo lungometraggio di Frank Darabont, secondo film ambientato in un penitenziario, secondo lavoro tratto da un romanzo dell’amico e idolo Stephen King. L’amicizia e collaborazione fra Darabont e King è di lunga data, essendo cominciata con un cortometraggio che il regista realizzò per la laurea a scuola di cinema per il quale King chiese solo un dollaro di diritti, ottenendo l’eterna gratitudine e ammirazione dell’esordiente. Il miglio verde si basa su uno dei romanzi di King più toccanti e commoventi, intriso di nostalgia e di quel particolare tipo di magia “realistica” che  solo il Maestro dell’Horror sa mettere in scena. Darabont non fallisce nella ritrasposizione, e realizza un’opera monumentale (più di tre ore), appassionante, arricchita da splendidi personaggi incarnati da attori perfetti. Tom Hanks nutre una particolare affinità emotiva col protagonista, e lo trasporta dalla carta allo schermo con maestria e abilità; Michael Clarke Duncan è semplicemente splendido, perfetto, toccante, un gigante buono un po’ bambino un po’ angelo, che rimane nella mente dello spettatore come incarnazione stessa del film; Sam Rockwell e Doug Hutchison si contendono il ruolo di personaggio più odioso, incidendo la pellicola con la semplice presenza. Oltre ad uno splendido lavoro di casting, Darabont dimostra anche un particolare fiuto per le scenografie, trasformando il Tennessee State Prison, ex braccio della morte degli Stati Uniti, nella Cold Mountain del romanzo, con un realismo impressionante. La colonna sonora è nostalgica e solare, in netta contrapposizione alle atmosfere cupe della narrazione: Fred Astaire, Billie Holiday, Gene Austin, Guy Lombardo, tutti uniti dalla costante delle musiche di Thomas Newman in una sinfonia che, alla fine, spinge alle lacrime lo spettatore assieme al vecchio protagonista. Ideologicamente dubbio, nel momento in cui il latore di vita diventa dispensatore di morte, Il miglio verde rimane comunque una delle migliori trasposizioni di King di sempre, ed un bel film di per sé, magari con qualche rallentamento di troppo, ma comunque, a suo modo, indimenticabile.

TITOLO ORIGINALE: The Green Mile

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