AL CINEMA: Solomon Kane

SOLOMON KANE di Michael J. Bassett. Con James Purefoy, Rachel Hurd-Wood, Pete Postlethwaite, Jason Flemyng. Francia, GB, Repubblica Ceca, 2009. Fantastico.

Tratto dai racconti di Robert E. Howard, Solomon Kane ha vinto due Audience Jury Award al Fantasporto. 1600: Solomon Kane è uno spietato pirata, un sanguinario avventuriero votato al sangue ed alla battaglia. Quando dei demoni si manifestano per reclamare la sua anima e quelle del suo equipaggio, Kane si salva per miracolo e decide di cambiare vita, ritirandosi in monastero alla ricerca della redenzione. Non passerà molto tempo, però, che Kane sarà costretto ad impugnare nuovamente la spada: un antico male ha messo radici in Inghilterra, e forse solo un’anima dannata può distruggerne un’altra…

Fra i vari eroi creati da Howard, Solomon Kane non è certo il più famoso (Conan il barbaro gli strappa di diritto lo scettro) ma era quello che l’autore più amava, intriso com’era della filosofia howardiana legata alla barbarrie come stato naturale dell’umanità ed, insieme, di certo cristianesimo puritano che vede in Cristo un signore degli eserciti sanguinario e vendicativo, di cui Kane era il degno araldo. Il Solomon Kane di Bassett arriva dopo due serie a fumetti (una targata Marvel, l’altra Dark Horse, entrambe delle quali hanno diversi crediti nei confronti del film), giochi di ruolo ed un non specificato numero di emuli letterari. Difficile, dunque, aspettarsi qualcosa di nuovo da un’operazione simile. Se queste sono le premesse, allora Solomon Kane non delude del tutto: sicuramente Purefoy non accontenterà i puristi (è decisamente troppo macho per incarnare l’emaciato e malaticcio antieroe di Howard), ma la storia, esile esile e nel complesso già vista, scorre via veloce ed indolore, senza rallentamenti né pretese. Buoni gli effetti speciali e le coreografie, anche se un certo abuso di ralenti a lungo andare infastidisce, e buoni anche gli attori, anche se decisamente poco sfruttati. Divertente il cattivo Overlord, una sorta di fusione fra il Leatherface di Non aprite quella porta, Jason di Venerdì 13 e Fantomas, la cui vera identità, purtroppo, è facilmente prevedibile. Da questa sorta di mix fra Conan il barbaro e Constantine è impossibile aspettarsi qualcos’altro da quello che è: un divertissement fine a se stesso, senza momenti di stanca particolari (se si eccettua un finale decisamente deludente) e qualche divertente ingenuità di trama che però non guasta lo spettacolo. Meglio evitare se ci si aspetta il furore sanguinario di Howard o qualsiasi altra cosa faccia pensare all’autore texano, lontano anni luce dalla produzione.

TITOLO ORIGINALE: Solomon Kane

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