PREMIUM ENERGY, 21.00: Johnny English

JOHNNY ENGLISH di Peter Howitt. Con Rowan Atkinson, Natalie Imbruglia, John Malkovich, Ben Miller. GB, 2003. Commedia.

Esordio sul grande schermo di Natalie Imbruglia, Johnny English ha ricevuto nomination per un British Comedi Award, un Empire Award, un Golden Trailer ed un Audience Award agli European Film Awards. Qualcuno vuole rubare i Gioielli della Corona, ma il miglior agente segreto del regno è morto in missione. Per di più, durante il suo funerale vengono uccisi anche tutti gli altri agenti dei servizi segreti inglesi. Ridotto alle strette, lo spionaggio britannico si vede costretto ad affidare la missione a Johnny English, semplice segretario che sogna da sempre di diventare agente segreto. English accetta di buon grado il compito, ma si rivela essere non proprio capace…

Rowan Atkinson, grazie alla serie di Mr. Bean, è il comico inglese più famoso ed apprezzato in patria, lanciato dal piccolo al grande schermo sempre grazie al suo personaggio più noto. Il Peter Howitt di Sliding Doors sceglie proprio Atkinson per demolire quello che è un altro dei grandi miti cinematografici dell’Inghilterra, lo 007 creato da Ian Fleming, realizzandone una parodia che accentui l’ “inglesicità” del personaggio fino a renderlo una vera e propria caricatura. Il risultato è Johnny English, una commedia di spionaggio che riserva più di una sorpresa, a partire da un villain d’eccezione come John Malkovich, che sembra prendersi una piccola vacanza nei panni del cattivissimo francese (chi altri poteva essere la nemesi di un inglese?) Pascal Sauvage, uno degli elementi migliori della pellicola. Atkinson, che una volta tanto non interpreta un personaggio muto, dà il meglio della presunzione, dell’arroganza e dello snobismo inglesi, incarnandoli in un tronfio ma inetto segretario improvvisato agente segreto, che risolve missioni delicatissime in parte per pura fortuna, in parte grazie all’aiuto della “Bond girl” di turno, l’esordiente Natalie Imbruglia. Johnny English diverte ed intrattiene quanto basta, inserisce alcune sequenze esilaranti (la scena del ricevimento ed il segmento fra i titoli di coda sono memorabili) ed imbastisce una storia che, a conti fatti, può tranquillamente rivaleggiare con alcune avventure bondiane (non per niente, gli sceneggiatori sono Neal Purvis e Robert Wade della serie di 007). Una colonna sonora di tutto rispetto (fra gli altri, partecipa Robbie Williams) ed un ritmo mai rallentato: solo una commedia senza alcune pretese, ma decisamente efficace.

TITOLO ORIGINALE: Johnny English

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