AL CINEMA: Nightmare

NIGHTMARE di Samuel Bayer. Con Rooney Mara, Kyle Gallner, Jackie Earle Haley, Katie Cassidy. USA, 2010. Horror.

Remake di Nightmare – Dal profondo della notte di Wes Craven, Nightmare è il primo film della serie a non avere Robert Englund nel ruolo principale. Nella cittadina di Springwood, a Elm Street, un gruppo di giovani è tormentato da incubi ricorrenti in cui sono minacciati da un uomo sfigurato con un cappellaccio logoro, un vecchio maglione rosso e verde ed un guanto con cinque affilatissimi coltelli al posto delle dita. Quelli che inizialmente sembrano solo sogni diventano incredibilmente reali una volta che alcuni dei ragazzi cominciano a morire durante il sonno. Nancy ed i suoi amici dovranno scoprire il mistero che si cela dietro l’uomo dei sogni, Freddy Krueger, se vorranno salvarsi…

Dopo i remake di Non aprite quella porta, Venerdì 13 e Halloween, era solo questione di tempo perché qualcuno riportasse sullo schermo il re degli slasher, Freddy Krueger, in vesti “aggiornate” alla nuova generazione. Nightmare parte però sotto il peggiore degli auspici, con Wes Craven contrario al progetto (e contrariato dal fatto di non essere stato minimamente interpellato, come per Le colline hanno gli occhi o L’ultima casa a sinistra). Il nuovo Freddy Krueger è il Jackie Earle Haley di Watchmen, che presta fisico e movenze ad una versione mai così felina/ferina del mostro. E questa è l’unica cosa che si salva. Se il primo Nightmare era una provocazione aperta ed una critica feroce contro il puritanesimo americano, quello nuovo è un trionfo del politicamente corretto e della morigeratezza, che, eliminando ogni possibile carica sessuale dal film e censurando allo spettatore ogni scena minimamente conturbante, lo riporta alle atmosfere che il primo Freddy aveva (letteralmente) fatto a pezzi. Perfino il mostro, nelle revisioni sotto cui è finito, delude non poco: da sadico a vendicativo, da beffardo a brutale, da assassino a pervertito, Haley rappresenta un Freddy Krueger appiattito e normalizzato, Preso come film a sé, Nightmare conserva qualche momento valido, pur rimanendo uno slasher come tanti; in confronto al capolavoro di Craven, invece, non si salva praticamente niente: la dimensione onirica perde di fascino ed importanza, limitandosi ad essere un mondo più dark in cui Freddy trascina le sue vittime, ma assolutamente speculare al nostro; gli elementi psicanalitici della vicenda vengono incrementati, ma con risultati tragicomici di ricordi repressi e “colpe dei padri” da espiare; si perde ogni possibile barlume di ironia, che si riaffaccia solo durante i titoli di coda, accompagnati dalla beffarda Dream, dream. Con simili appiattimenti, cali di stile, banalizzazioni, Nightmare viene riportato, dal rivoluzionario horror di Craven che infrangeva barriere, ipocrisie, silenzi e repressioni, ad essere invece difensore e baluardo di quelle ipocrisie, repressioni e “correttezze”: certo, era inutile pretendere un remake uguale all’originale (l’operazione stessa avrebbe perso di significato a quel punto), ma da lì a negare la forza stessa del film in favore di una spettacolarizzazione più facile e decisamente meno polemica, di strada ne corre. Deludente.

TITOLO ORIGINALE: A Nightmare on Elm Street

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2 Comments

  1. questa cosa dei remake dei grandi classici si porta molto ora, ma francamente non mi attirano minimamente. Infatti credo che non lo vedrò, anche seil Rosharck di Watchmen nei panni di Freddy Krueger comeideale non è male!

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