HOME VIDEO: Resident Evil

RESIDENT EVIL di Paul W. S. Anderson. Con Milla Jovovitch, Michelle Rodriguez, Eric Mabius, James Purefoy. GB, USA, Germania, 2002. Horror.

Tratto dall’omonima serie di videogiochi della Capcom, Resident Evil ha ricevuto due nominations ai Saturn Awards, una ai Golden Trailer ed una ai German Camera Awards. Raccoon City: la multinazionale Umbrella Corporation sta facendo ricerche su una nuova arma biologica, il Virus T, in un laboratorio sotterraneo, l’Alveare. Qualcosa va storto: il virus viene rubato e si diffonde, trasformando tutti gli scienziati in non-morti cannibali. Una squadra d’elite dell’Umbrella viene inviata sul posto per contenere la minaccia, ed a loro si unirà Alice, una misteriosa donna che ha perso la memoria…

Da quello che è uno dei migliori survival horror di sempre non si poteva non aspettarsi una riduzione filmica. Peccato che il progetto, dopo tanto discutere, sia stato tolto dalle esperte mani di George A. Romero, inizialmente pensato per dirigere la pellicola. Il timone va dunque a Paul W. S. Anderson, che con riduzioni videoludiche aveva già avuto esperienza nel pregevole Mortal Kombat. Anderson è più un tecnico che un autore, più interessato allo spettacolo che non ad eventuali sottotesti politico-sociali nell’horror, ma sa gestire bene una trama piuttosto ricca. La polemica contro le multinazionali (farmaceutiche in particolare) presente nel videogioco rimane pressoché invariata nel film, anche se la storia subisce drastiche rivisitazioni fino ad un completo distacco dall’originale, che comunque non fa male; il ritmo tiene, la tensione c’è in abbondanza e la componente horror viene valorizzata sia con un sapiente gioco di atmosfere che con un uso parco ma non troppo degli elementi splatter. La protagonista, una misteriosa “donna in rosso” basata sul personaggio di Ada Wong di Resident Evil 2, funziona piuttosto bene, ed i riferimenti diretti alla saga videoludica sono decisamente limitati (solo ambientazioni e creature dai primi tre giochi della serie), il che permette ad Anderson di focalizzarsi su una storia nuova il cui meccanismo a incastri e colpi di scena rende il film avvincente e non banale. Certo, rimangono pretestuose le metafore di femminilità e maternità, con lo scontro “generazionale” fra Alice e l’inquietantissima Regina Rossa, ma come sottotesti narrativi fanno il loro dovere e danno un certo stile, che rimanda direttamente all’Aliens di Cameron. Da un film del genere ci si poteva aspettare il peggio, ma il risultato è invece pregevole (e piacevole), non un horror destinato a passare alla storia, ma comunque un buon film, vedibile e godibile anche da chi è estraneo alla fonte originale.

TITOLO ORIGINALE: Resident Evil

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