SKY CINEMA ITALIA, 21.00: Le cinque giornate

LE CINQUE GIORNATE di Dario Argento. Con Adriano Celentano, Enzo Cerusico, Marilù Tolo, Sergio Graziani. Italia, 1973. Commedia.

Ispirato al fatto storico delle Cinque Giornate di Milano, Le cinque giornate è il quarto film di Dario Argento. Milano, 1848: la città è in piena rivolta contro il dominio austriaco e dovunque si accendono i fuochi della ribellione. Presi nel mezzo alla Storia in movimento ci sono Cainazzo, delinquente da strada, e Romolo Marcelli, semplice panettiere. I due, per non soccombere alla schiera di strani personaggi che incontrano sulla propria strada, si fanno trascinare dall’onda, fra follie, atti sanguinari, perversioni sessuali e quant’altro. I due uomini, però, non tarderanno a scoprire anche il lato più oscuro della rivoluzione, fatto di doppiogiochisti, ipocriti, calcolatori e criminali molto meno “onesti” di Cainazzo…

Dario Argento, dopo Quattro mosche di velluto grigio, si prende una vacanza dal suo rinnovato giallo all’italiana, per dedicarsi ad un film che, ad oggi, è rimasto unico nella sua filmografia. Le cinque giornate si imposta un po’ come La Grande Guerra di Monicelli: due semplici, senza arte né parte, si trovano coinvolti nel fiume della Storia, che procede su binari ben delineati, costringendo i due protagonisti, in un modo o nell’altro, a prendere posizione (anche il risultato è analogo a quello dei soldati di Sordi e Gassman). Argento, però, la butta molto più sulla farsa rispetto a Monicelli, ed imbastisce una serie di avventure fra il picaresco ed il boccacesco che, alla lunga, diventano la parte principale del film. Una sorta di Satyricon da metà ‘800, in cui non mancano volgarità gratuite, personaggi completamente folli, sequenze che sembrano uscite direttamente da un sogno tanto sono surreali; il finale, però, è una brusca battuta di arresto, e costringe entrambi i protagonisti, e lo spettatore con loro, ad un repentino ritorno alla realtà, una realtà che non è migliore del sogno appena vissuto, ma nemmeno dell’incubo lasciato alle spalle con gli austriaci: come al solito, i “semplici”, i popolani, subiscono, e la nazionalità del dominatore di turno non influisce minimamente sulla situazione. Ora, Argento non ha mai dimostrato una coscienza politica tale da imbastire discorsi simili, ed effettivamente il tentativo è piuttosto impacciato, distratto, spesso più attratto dalle rappresentazioni chauceriane che non dalla sottotrama storica. Celentano e Cerusico, però, offrono un valido apporto come protagonisti della vicenda, e si prestano ad entrambe le facce della rappresentazione. Le cinque giornate è, a conti fatti, un film incompleto, che arriva dove vorrebbe ma non come dovrebbe, il tentativo di un regista di genere specializzato di cambiare stile o perlomeno argomento, con risultati alterni; la pellicola è comunque pregevole, salvo gli eccessi e le incertezze di cui sopra, e rimane uno degli esperimenti più interessanti mai compiuti da Argento.

TITOLO ORIGINALE: Le cinque giornate

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...