MGM, 21.10: Il mostro della palude

IL MOSTRO DELLA PALUDE di Wes Craven. Con Dick Durock, Adrienne Barbeau, Louis Jourdan, Ray Wise. USA, 1982. Fantastico.

Tratto dalla serie a fumetti Swamp Thing della DC Comics, Il mostro della palude ha ricevuto una nomination al Saturn Award come Miglior Film Horror. Nelle paludi del South California, il dottor Alec Holland sta studiando, assieme alla sorella ed alla collega Alice Cable, un tipo di piante creato in laboratorio resistente a qualsiasi stimolo esterno, compresa la temperatura. Purtroppo, il magnate Anton Arcane ha messo gli occhi sulla ricerca di Holland e, non condividendo i valori umanitari dello scienziato, mette a ferro e fuoco il laboratorio, lasciando Holland per morto e rubando il suo lavoro, nella speranza di trovare il modo di assicurarsi l’immortalità con le piante mutanti. Holland, però, non è morto, ma è stato trasformato durante l’incendio del laboratorio in un mostruoso ibrido uomo-pianta, desideroso di vendetta nei confronti di Arcane…

Sembra che con Il mostro della palude Craven volesse dimostrare alla Metro Goldwyn Meyer di saper realizzare anche un film commerciale, gestendo l’azione, il ritmo, gli stunts e tutti gli elementi chiave di un genere fino ad allora mai toccato dal regista di Cleveland. Prendendo spunto dai fumetti della DC Comics creati da Len Wein e Bernie Wrighston (Swamp Thing è poi passato in mano al genio di Alan Moore e trasferito nella sezione per adulti della DC, la Vertigo) Craven realizza allora un film di puro intrattenimento, con qualche elemento horror limitato al solo assunto e ad alcune sequenze piuttosto violente per un film di supereroi, ma comunque lontano dallo stile usuale del regista. Lo spirito di Craven si ritrova solo nel profondo legame fra personaggi ed ambiente circostante, come ne Le colline hanno gli occhi o L’ultima casa a sinistra, un legame che, nel caso de Il mostro della palude, assume i tratti, a volte inquietanti, della simbiosi pura, della cancellazione totale della distinzione fra uomo e natura, in un’identificazione mostruosa. Per il resto, non c’è niente che valga davvero la pena ricordare: il make-up di Durock è valido per l’epoca, ma decisamente invecchiato, con effetti che vanno dal ridicolo allo spiazzante (perfino peggiore quello di Ben Bates, che interpreta la versione mostruosa di Arcane); Adrienne Barbeau funziona solo come spalla, ma risulta il più delle volte irritante ed annienta ogni parvenza di romanticismo con un’espressività fissista; si salva decisamente l’interpretazione di Jourdan, splendido e raffinato cattivo, che ha però il solo effetto di rubare continuamente la scena ai protagonisti. Diverte il gioco cinefilo imbastito dal regista, fra citazioni da classici (Il mostro della Laguna Nera, King Kong, La bella e la bestia ed altri) e dal fumetto originale, ma è decisamente poco. Se l’intento di Craven era quello di potersi appiattire realizzando un blockbuster (peraltro incredibilmente povero di mezzi) simile ad ogni altro senza personalità o tratti distintivi per annegare nel mare del puro intrattenimento, l’effetto è pienamente riuscito.

TITOLO ORIGINALE: Swamp Thing

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