AXN, 21.00: Jurassic Park III

JURASSIC PARK III di Joe Johnston. Con Sam Neil, Tea Leoni, William H. Macy, Trevor Morgan. USA, 2001. Fantascienza.

Sequel de Il mondo perduto – Jurassic Park di Steven Spielberg, Jurassic Park III ha vinto quattro premi internazionali ed ha ricevuto altre sette nominations, una delle qualli ai Razzie come Peggior Remake o Sequel. Quattro anni dopo l’incidente a San Diego, il paleontologo Alan Grant viene contattato dai coniugi Kirby che, in cambio di un’ingente somma di denaro, gli chiedono di fare loro da guida per un tour aereo di Isla Sorna. In forti difficoltà economiche, Grant accetta, ma non sa che l’intento dei Kirby è in realtà quello di scendere sull’isola per cercare il figlio Eric, scomparso dopo essere precipitato sul luogo assieme al patrigno. Dopo che l’aereo viene attaccato da uno dei dinosauri dell’isola, Grant si trova bloccato ad Isla Sorna assieme al suo assistente, ai due coniugi ed a tre mercenari assoldati per l’ccasione: ora, prima che una missione di salvataggio, si tratta di semplice sopravvivenza…

Joe Johnston doveva inizialmente dirigere il secondo capitolo della serie, ma quando Spielberg si fece avanti, la Universal pensò bene di affidare il progetto a quest’ultimo. Con Jurassic Park III, invece, Spielberg si relega al ruolo di produttore, lasciando finalmente a Johnston la regia. Il risultato è decisamente al di sotto delle aspettative. Johnston riesce ad appiattire ogni sottotesto etico dei precedenti film e costruisce, su una trama fra le più banali, un’avventura che si lascia guardare ma scorre via fra noia e déjà vu. Complice anche l’assenza di Michael Crichton alle spalle del soggetto, il terzo capitolo della serie è decisamente il più debole, arricchito esclusivamente dalle splendide musiche di John Williams e da un’interpretazione piuttosto convincente del protagonista Sam Neil. Il resto è decisamente da dimenticare: la “sacra famiglia borghese”, complessata ma inossidabile, intoccabile perfino dalle mostruose creature preistoriche dell’isola, appesta una pellicola già di suo improntata al buonismo più sfacciato, dove solo i “cattivi” muoiono e gli eroi si salvano tutti, con un accento fiabesco decisamente fuori luogo nella tradizione spielberghiana. Il tocco di Spielberg si ritrova solo in una fugace citazione dall’amatissimo Peter Pan, con lo Spinosaurus, novello coccodrillo, che invece di una sveglia ingoia un telefono satellitare e si fa annunciare da un’irritante suoneria. Gli effetti speciali sono, come sempre, ottimi: l’Industrial Light & Magic ha perfino aggiornato l’aspetto dei dinosauri in base alle più recenti scoperte paleontologiche (in modo particolare, il look dei Velociraptor è stato decisamente rivoluzionato rispetto ai capitoli precedenti), ma riescono solo a dare l’idea complessiva di un baraccone da luna park tecnicamente ineccepibile ma con gravissime carenze di contenuto. Nel copione originale, era presente anche Jeff Goldblum nei ritrovati panni di Ian Malcolm, ma (fortunatamente) una gamba spezzata ha tenuto lontano l’attore dal set. Come spesso succede a Hollywood, una bella saga, pensante e pensata, è stata rovinata dalle regole del budget e dello spettacolo.

TITOLO ORIGINALE: Jurassic Park III

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