SKY HITS, 23.25: Vicky Cristina Barcelona

VICKY CRISTINA BARCELONA di Woody Allen. Con Rebecca Hall, Scarlett Johansson, Javier Bardem, Penélope Cruz. USA, Spagna, 2008. Commedia.

Presentato al 61° Festival di Cannes, Vicky Cristina Barcelona ha ricevuto venti premi internazionali, fra cui un Oscar (Migliore Attrice Non Protagonista a Penélope Cruz), e ventotto nominations. Vicky e Cristina sono due ragazze americane, amiche per la pelle, impegnate insieme in un viaggio a Barcellona. Vicky, razionale e logica, sul punto di sposarsi, cerca materiale sulla sua tesi sull’identità catalana, mentre Cristina, passionale e calda, si aspetta l’avventura di una vita. Le due incontrano una sera Juan Antonio Gonzalo, pittore del luogo, che comincia a corteggiarle entrambe. Prima l’una, poi l’altra, cederanno alle lusinghe dell’affascinante sconosciuto, ma la cosa avrà sulle loro vite effetti inaspettati…

Inutile nasconderlo: nonostante la sua identità profondamente e radicalmente newyorkese, Woody Allen è innamorato follemente dell’Europa, della sua bellezza, del suo spirito. Vicky Cristina Barcelona, prima che una commedia dolceamara sulla vita, sull’amore, sulle fobie e le anse degli americani e degli esseri umani in generale, è una dichiarazione d’amore alla Spagna, alle sue città d’arte, alle sue bellezze naturali, allo spirito bohémien che ancora abita i suoi artisti, alla passionalità dei suoi abitanti. Allen rende, specie nella prima parte del film, Barcellona e la Spagna coprotagoniste accanto alla Hall e alla Johansson, un tour spettacolare attraverso il modo in cui il regista vede il Paese e le sue meraviglie. Anche all’estero, però, Allen non rinuncia alle proprie feroci critiche ed alla propria satira, e smonta pezzo per pezzo le convinzioni e le false morali (o immoralità) delle sue protagoniste, mettendo alla berlina la donna razionale come quella passionale, la fredda come la calda, facendo scontrare le nevrosi americane con la vena di follia mediterranea rappresentata da Bardem (un affascinante farabutto che si reinventa alla perfezione come latin lover dopo i fasti di Non è un paese per vecchi) e dalla Cruz, instabile artista ciclicamente invasa da lampi di collera e pazzia pura. L’arte in ogni sua forma è il leit motiv della vicenda, una padrona esigente e gelosa che richiede sempre il proprio tributo, mentre le vicende dei protagonisti si susseguono, fra menzogne e falsità, in un angosciante carosello di falsità e manie. Divertente lo scontro culturale che Allen si diletta nel mettere in scena, specie nel confronto delle cene intrattenute dalle coppie Johansson/Bardem e Hall/Messina e rispettivi amici, due mondi totalmente diversi, con nessun punto di contatto, una lotta fra sangue ed elettronica, fra fascino e volgarità. Non il miglior film di Allen: a tratti troppo insistito, eccede in alcune idealizzazioni e finisce con l’essere troppo retorico; ma Vicky Cristina Barcelona rimane uno splendido affresco di un innamorato all’oggetto del suo amore, un’opera d’arte in onore dell’arte stessa, arricchita dalla spiazzante cattiveria e dalla brillante intelligenza di uno dei migliori registi e pensatori degli States.

TITOLO ORIGINALE: Vicky Cristina Barcelona

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