PREMIUM EMOTION, 21.00: Oliver Twist

OLIVER TWIST di Roman Polanski. Con Barney Clark, Ben Kingsley, Jaimie Foreman, Mark Strong. GB, 2005. Drammatico.

Tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens, Oliver Twist ha ricevuto una nomination agli European Film Awards e due agli Young Artists Film Awards. Mudfog, 1838: Oliver Twist è un bambino orfano di entrambi i genitori, rinchiuso in un lugubre orfanotrofio. Preso come apprendista da un fabbricante di bare, Oliver riesce poi a fuggire a Londra. Qui conosce Dodger, un ragazzo di strada, che vive in una soffitta insieme ad altri bambini. Loro mentore e maestro è l’astuto Fagin, un uomo che usa i bambini come ladri per piccoli furtarelli. Le avventure di Oliver Twisti lo porteranno più di una volta a cacciarsi nei guai, ma la benevolenza del ricco lord Brownlow riuscirà a riportarlo sulla retta via.

Dopo Il pianista, Polanski volle realizzare un film da poter far vedere, ed apprezzare, anche dai propri figli, Da sempre appassionato di Dickens, dopo aver realizzato che l’ultima trasposizione del suo romanzo più celebre risaliva a più di quarant’anni prima (se si eccettua l’Oliver & company della Disney), Polanski si decise alla realizzazione di un ennesimo film tratto da Oliver Twist. Dickens offre chiaramente numerosissime chiavi di lettura e molti stili interpretativi, fra condanne alla società a lui contemporanea e profonde analisi sulla natura umana. Il racconto di formazione, effettivamente, non passa mai in secondo piano nel film di Polanski, ed il piccolo protagonista Barney Clark convince nei panni dell’orfanello inglese. Kingsley è un ottimo Fagin, affascinante e viscido, capace di bucare lo schermo con la mera presenza. La ricostruzione della Londra di fine Ottocento è dettagliata e minuziosa, e raggiunge una perfezione scenografica eccezionale. Quello che manca all’Oliver Twist di Polanski è un’anima, un’identità propria. La ritrasposizione delle creature dickensiane rimane fredda ed impersonale, il regista non trova una chiave di lettura originale e mantiene il proprio film più bidimensionale delle pagine da cui è tratto, risultando in un’opera di pura filologia, senza niente aggiungere (e per questo togliendo molto) all’opera originale. Oliver Twist non è un brutto film, è caratterizzato da una regia capace e da interpretazioni sempre all’altezza, ma non colpisce e non affascina, rimane statuario in un immaginario vetusto e morto. Più che un film vero e proprio, un museo dinamico.

TITOLO ORIGINALE: Oliver Twist

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