RAI4, 21.10: Number 23

NUMBER 23 di Joel Schumacher. Con Jim Carrey, Virginia Madsen, Logan Lerman, Danny Huston. USA, 2007. Thriller.

Basato sull’Enigma 23 di alcune teorie esoteriche, Number 23 ha ricevuto una nomination ai Razzie Awards, due ai Teen Choice Awards ed un’altra ai World Soundtrack Awards. Agatha Sparrow, moglie di un accalappiacani, regala al marito Walter un libro, The Number 23 di un certo Topsy Kretts. L’uomo, inizialmente intrigato dalle avventure del detective privato Fingerling e della femme fatale Fabrizia raccontate nel romanzo, ma dopo poco si ritrova ossessionato dal libro, trovando inquietanti analogie fra se stesso e Fingerling e, soprattutto, vede nel numero 23 una presenza costante ed onnipresente nella propria vita. Al crescere dell’ossessione, Walter diventa sempre più paranoico, scivolando in una spirale d’incubo che coinvolgerà anche la sua famiglia…

Probabilmente la cosa più curiosa di Number 23, secondo film che appaia il regista Schumacher e l’attore Carrey dopo Batman Forever, è che la richiesta del film è venuta dallo stesso Jim Carrey, che sembra sia un seguace, nella vita reale, del culto esoterico del 23, una dottrina secondo la quale il numero sarebbe a fondamento della realtà stessa, e la conoscenza di esso porterebbe ad un enorme potere sul mondo ed il reale in genere. Come thriller, Number 23 è passabile fino ad un certo punto, un sistema a scatole cinesi che alterna momenti di “normalità” borghesi a notti hard boiled alla Sin City, caratterizzate dalla splendida fotografia di Matthew Libatique. Forse proprio per un “coinvolgimento personale” eccessivo, però, o semplicemente per una scarsa familiarità col genere, l’interpretazione di Jim Carrey è ai minimi storici, non convince, appare sempre sopra le righe o, all’estremo opposto, sotto tono, ed è costata all’attore una nomination al Razzie come Peggior Attore. Anche la trama presenta falle notevoli: con numerose somiglianze a π – Il teorema del delirio di Darren Aronofsky, Number 23 ha il visibile limite di non “osare” abbastanza, come invece è stato fatto con π, e sfocia in  una conclusione che delude su qualsiasiasi fronte possibile. Gli elementi esoterici sono intriganti ed appassionanti, ma vengono banalizzati da un finale banale e piatto, che elimina qualsiasi idea minimamente originale od interessante in un abisso di noia. Quello che poteva essere un thriller metafisico memorabile, diventa invece un filmettino banale e scontato, e la regia manieristica e l’interpretazione dozzinale non aiutano di certo. Una delusione, sotto tutti i punti di vista.

TITOLO ORIGINALE: The Number 23

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2 Comments

  1. molto daccordo! pur basando la storia su spunti interessanti, il film non riesce ad "incanalare l' energia" nei punti giusti, divenendo un susseguirsi di conclusioni decisamente scontate e banalizzate. peccato!

    *Asgaroth

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