RAI4, 21.10: Cube – Il cubo

CUBE – IL CUBO di Vincenzo Natali. Con Maurice Dean Wint, Nicole de Boer, David Hewlett, Andrew Miller. Canada, 1997. Thriller.

Film d’esordio di Vincenzo Natali, Cube – Il cubo ha vinto tredici premi internazionali, oltre ad aver ricevuto sei nominations. Sei persone senza alcun legame fra sé si risvegliano in una misteriosa struttura di forma cubica, divisa in stanze identiche collegate da portelli e brulicante di trappole mortali. Ignari del come e del perché si trovino in un luogo simile, i prigionieri tentano la fuga sommando i rispettivi talenti. Le stanze, infatti, sembrano ordinate secondo un preciso ordine matematico, e le coordinate cartesiane all’ingresso di ogni camera sembra poter segnalare non solo la posizione della stanza rispetto all’uscita, ma anche la presenza o meno di trappole. La cattività, però, comincia lentamente a ledere la psiche di tutti quanti…

Il cinema indipendente ha la sorprendente capacità di regalare alcuni piccoli gioielli di cinema di genere, o al contrario di produrre alcuni dei più aberranti film mai visti. Fortunatamente, Cube – Il cubo appartiene alla prima categoria. L’esordio di Natali, regista e sceneggiatore canadese, è un incubo kafkiano di sorprendente efficacia, inquietante e claustrofobico. I sottotesti esistenzialisti sono chiari: un mondo sconosciuto e misterioso accoglie persone diverse che non sanno né da dove né come siano arrivati lì, l’unica certezza è la morte. Una metafora della vita decisamente negativa e fatalista, quella di Cube, salvo poi essere illuminata da un messaggio di solidarietà non scontato né banale: è solo la combinazione dei diversi talenti e delle diverse capacità di ognuno dei prigionieri (che si chiamano col nome di carceri e prigioni famose) che può garantire la salvezza e la fuga verso l’esterno. Girato con un budget decisamente ridotto, Cube punta tutta la propria forza sulla ripetitività ossessiva degli scenari, su una tensione mai stemperata e su un cast di illustri sconosciuti inaspettatamente capace, che rappresenta egregiamente una fauna umana eterogenea ed archetipica. Maurice Dean Wint incarna il personaggio più politico, il poliziotto Quentin, un quesito vivente sulla sensatezza del monopolio della forza fisica legittima da parte dello Stato: non a caso, è proprio lui a dare i segni di squilibrio più forti, fino a trasformare la propria paranoia e diffidenza in furia omicida. Incredibilmente scarna ed incisiva la colonna sonora, che si adegua alla monotonia degli interni ed accentua la claustrofobia. Il soggetto originale prevedeva anche la presenza di alieni, ma Natali è stato abbastanza lungimirante da eliminare ogni traccia di svelamento delle origini della struttura dal copione. Effetti speciali pregevoli ed un buon senso del ritmo contribuiscono a rendere Cube – Il cubo un pregiatissimo thriller, misterioso ed angosciante, intelligente e mai banale, un insinuante dubbio sul senso dell’esistenza.

TITOLO ORIGINALE: Cube

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3 Comments

  1. Dici bene, un piccolo gioiellino: teso, vibrante, claustrofobico, meno male che esiste il cinema indipendente! E poi la trama è davvero geniale, peccato sia stato inguaiato dai sequel e poi natali se ne sia sceso parecchio (anche se cyper, il suo secondo lungometraggio, non era male).

  2. Sono quei piccoli "casi" come il primo Saw….film senza particolari budget o effetti speciali, la cui forza è soprattutto una trama azzeccata e una buona sceneggiatura ! 😉

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