MGM, 22.55: Hair

HAIR di Miloš Forman. Con John Savage, Treat Williams, Beverly D’Angelo, Annie Golden. USA, 1979. Musical.

Tratto dall’omonimo musical di James Rado, Gerome Ragni e Galt MacDermot, Hair ha vinto due David di Donatello, ed ha ricevuto quattro nominations, due delle quali ai Golden Globe. Claude Bukowski è un ragazzo dell’Oklahoma, arruolatosi volontario per la guerra in Vietnam. Arrivato a New York, dove deve passare qualche giorno prima del trasferimento alla base militare, incontra un gruppo di hippie, guidati dal disinibito e vitale Berger. Questi lo introdurranno al loro mondo e ne diverranno amici, aiutandolo per prima cosa a conquistare Sheila, ragazza figlia dell’alta società di cui Claude si è innamorato. Il gruppo vivrà diverse avventure, fino al momento in cui Claude non sarà convocato per il trasferimento e, successivamente, l’invio al fronte…

Manifesto fra i più irriverenti e riusciti della filosofia Hippie degli anni ’60, Hair era già stato ridotto per il cinema nel ’73, ma George Lucas, che avrebbe dovuto dirigerlo, rifiutò all’ultimo minuto per realizzare il suo American Graffiti. Il testimone passò dunque a Miloš Forman, regista ceco, che prese molto seriamente il progetto e passò mesi a fare provini (furono scartati, fra gli altri, Madonna e Bruce Springsteen) e riadattare, assieme agli autori del musical teatrale, testo e canzoni. Il risultato è uno dei film più belli e rappresentativi della “Rivoluzione dei Fiori”: la fedeltà al testo teatrale è poca o nulla, con canzoni tagliate o completamente reinventate, personaggi che si cambiano di ruolo e trama modificata in più punti, ma il messaggio del lavoro ne esce assolutamente rafforzato. Hair è una bella e profonda riflessione sulla libertà assoluta e sul senso del dovere, sull’amore e sull’amicizia, sulla responsabilità e sulla voglia di vivere. Claude, il protagonista, interpretato da un buon John Savage, incarna la “vecchia società”, legata a valori come il patriottismo, la famiglia, la religione; Berger, un memorabile Treat Williams, è vitale, passionale, anarchico, crede solo nella libertà applicata indiscriminatamente a tutti i campi, si fa profeta e portavoce di una “nuova era” (Age of Aquarius rimane la canzone simbolo del musical) e funge da perfetto contraltare all’inquadratissimo Claude, che riuscirà, a poco a poco, a “convertire”. Hair non è un’assunzione acritica dei valori dell’una o dell’altra “fazione”, ma una riflessione matura e intelligente sui pregi e difetti di entrambe le parti, accompagnata da splendide musiche ed ottime coreografie. Per quanto riguarda il finale di questa battaglia ideologica, Forman non si fa illusioni: è sempre la Storia a porre fine a dispute di questo tipo. Epocale.

TITOLO ORIGINALE: Hair

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