ITALIA 1, 21.10: Un’impresa da Dio

UN’IMPRESA DA DIO di Tom Shadyac. Con Steve Carell, Morgan Freeman, Lauren Graham, John Goodman. USA, 2007. Commedia.

Spin-off di Una settimana da Dio di Shadyac, Un’impresa da Dio ha vinto un Teen Choice Award ed ha ricevuto altre dieci nominations. Evan Baxter, ex anchor man della WBW di Buffalo, viene eletto al Congresso e si trasferisce con la famiglia in Virginia. Appena cominciato il suo nuovo lavoro, però, Evan subisce vari eventi inspiegabili: animali che lo seguono, barba e capelli che continuano a crescere senza poter essere tagliati, il numero 614 che appare ovunque e spropositate quantità di legname portate a casa sua. Dopo un iniziale sconcerto, Evan capisce che tutti questi segnali vengono da Dio, che gli ordina di costruire un’enorme arca in previsione di una tremenda alluvione. Sconcertando perfino la propria famiglia, che lo crede in crisi di identità, Evan comincia a seguire il piano di Dio, ma naturalmente la cosa si rivelerà meno semplice del previsto.

Nel tentativo di bissare il successo del primo film, torna gran parte della squadra dietro Una settimana da Dio: Tom Shadyac alla regia, Steve Oedekerk alla sceneggiatura, Steve Carell e Morgan Freeman alla recitazione. Un’impresa da Dio si focalizza sulle disavventure di Evan Baxter, personaggio minore del primo film, trasformato in un novello Noè dal solito Dio di Morgan Freeman, con esiti spesso alla Ace Ventura. Questo secondo film convince decisamente meno del primo, in parte perché Carell, per quanto bravo, non possiede che una frazione del carisma di Jim Carrey, ed il suo personaggio rimane sempre e comunque “quello antipatico del primo film”, in parte perché la sceneggiatura di Oedekerk stavolta è estremamente semplificata  e banalizzata. Un’impresa da Dio è fondamentalmente una favoletta ecologica per tutta la famiglia, in cui Dio (Freeman rimane l’unico motivo davvero valido di vedere il film) si reinventa come hippie e rimpiange l’urbanizzazione e lo sfruttamento del territorio, l’arca rimane poco più che rappresentativa per una lotta contro lo sfruttamento illegale del terreni dei parchi naturali, gli animali sembrano usciti da un film Disney ed aiutano a costruire l’arca assieme ai bambini. Al centro di tutta la vicenda, la Sacra Famiglia Borghese, rappresentata con un buonismo estremo finalizzato solamente ad includere le più ampie fasce di pubblico possibile. Unica scena davvero interessante è quella nella tavola calda, con Dio versione cameriere che dà non scontate lezioni di preghiera e vita familiare. Il resto è pura amministrazione, con Shadyac che si arena in una serie di politicamente corretti che appiattiscono la vis comica del film, certamente un indegno successore di Una settimana da Dio.

TITOLO ORIGINALE: Evan Almighty

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