RETE 4, 23.30: Obsession

OBSESSION di Jonathan Darby. Con Gwyneth Paltrow, Jessica Lange, Johnathon Schaech, Nina Foch. USA, 1998. Thriller.

Terzo film di Jonathan Darby, Obsession ha ricevuto una nomination ai Razzie Awards (Peggior Attrice per Jessica Lange). Jackson ed Helen sono una coppia di conviventi newyorkesi. I due si recano, su richiesta di Jackson, a Kilronan, in Kentucky, dove la madre di lui, Martha, gestisce il podere di famiglia. La settimana che passano alla fattoria, nonostante le preoccupazioni di Helen, sembra andare per il meglio, e Martha appare favorevolmente colpita dalla ragazza del figlio. Quando i due tornano a New York, Helen scopre di essere incinta: Jackson, entusiasta, le propone di sposarlo. Il matrimonio si svolge a Kilronan, luogo che diventerà la nuova casa dei due sposi dopo un’aggressione subita da Helen nel suo appartamento in città. Martha è tutt’altro che scontenta di avere il figlio ancora una volta in casa, ma la rivalità crescente fra lei ed Helen potrebbe rendere la convivenza difficile…

La cosa triste di Obsession è che gli attori coinvolti, senza eccezione, hanno dimostrato in altre sedi di essere davvero bravi, Jessica Lange in primis. Di fronte ad un soggetto come questo, scritto peraltro dallo stesso Darby, è difficile che un qualsiasi talento, per quanto assodato, venga a galla. Obsession (il cui titolo originale, Quiete,  non c’entra chiaramente molto con quello della distribuzione italiana) è un thriller con pretese psicologiche spesso imbarazzante: la trama si svolge seguendo il manuale, di una prevedibilità unica e decisamente scontato, in cui ogni personaggio si riduce allo stereotipo del proprio ruolo, con una “cattiva” che non appare mai senza un drink e/o una sigaretta in mano, tanto per sottolinearne la “depravazione” in un modo squisitamente statunitense, un’eroina che, in piena tradizione puritana, è vessata e tormentata, ma speranzosa che le proprie sofferenze troveranno un premio finale, ed un eroe talmente cieco nei confronti della situazione complessiva da rasentare svariate volte la demenza. Il gioco di atmosfere e l’uso della tensione è decisamente fallace, e la noia, mortale per un thriller, la fa da padrona. Non si salva quasi niente della pellicola, né il pretestuoso e presuntuoso gioco ad incastri, né la recitazione degli interpreti forzati in un contesto irrecitabile, né la regia manieristica ed impersonale. Unico punto a favore sono gli splendidi esterni e le ambientazioni affascinanti, che vengono però tristemente lasciate sullo sfondo come palcoscenico piuttosto che sfruttate per un’integrazione nella narrazione. Come se non bastasse, il finale è da non credere, incredibile nel suo cattivo gusto e nella sua irrealtà, di un bigottismo quasi idiota che distrugge definitivamente qualsiasi pretesa di credibilità potesse essere sopravvissuta a un’ora e mezza di puro stilicidio. A conti fatti, l’unico pregio di Obsession è la durata televisiva, novanta minuti che risultano comunque interminabili.

TITOLO ORIGINALE: Hush

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