CANALE 5, 21.10: La musica nel cuore

LA MUSICA NEL CUORE di Kirsten Sheridan. Con Freddie Highmore, Keri Russell, Jonathan Rhys Meyers, Robin WIlliams. USA, GB, 2007. Commedia.

Presentato al Festival di Roma del 2007, La musica nel cuore ha vinto un Saturn Award e due Young Artists Awards, ed ha ricevuto dieci nominations, una delle quali agli Oscar (Miglior Canzone Originale). New York: Louis Connelly, cantante e chitarrista di una rockband fondata con il fratello, e Lyla Novacek, violoncellista, si innamorano ad una festa e passano la notte assieme, ma la mattina dopo diverse circostanze li costringono a separarsi. Lyla è rimasta incinta, ma il padre di lei, che vuole assicurarle una carriera nella musica classica, dà in adozione il bambino facendole credere di averlo perso in un incidente. Undici anni dopo, il piccolo Evan Taylor vive in un orfanotrofio, nella certezza che i suoi genitori siano vivi, da qualche parte; una notte, prende la decisione di fuggire per andarli a cercare…

La musica nel cuore è chiaramente un film per famiglie, si presenta come tale e non si vuole nascondere dietro pretese di autorialità, e dalla scrittrice di In America una premessa del genere non è poco. Curioso come, pur tenendo basse le aspettative, il coinvolgimento emotivo risulti essere notevole. La musica nel cuore, a conti fatti, è una favola, ricalcata a volte sui romanzi di Dickens (chiarissimi i rimandi a Oliver Twist) e realizzato con le stesse dinamiche: una realtà dura e crudele, in cui si muove un bambino puro, innocente nel vero senso del termine, che, fra mille vicissitudini ed avventure, riuscirà a trovare il proprio lieto fine. La forza del film, però, sta tutta nella colonna sonora, un’anima musicale che trascina, coinvolge, accompagna lo spettatore nel mondo di un bambino che si rapporta al mondo come ad un gigantesco spartito, da suonare, ascoltare, interpretare, vivere. Splendida l’interpretazione di Freddie Highmore, giovane star di Neverland – Un sogno per la vita e La fabbrica di cioccolato, che convince e commuove nei panni di Evan, nome d’arte August Rush, bambino che vive di musica e, da novello Mozart, entra in immediata sintonia con qualsiasi strumento o linguaggio musicale come se si trattasse di ricordare una memoria scritta nel sangue più che di imparare. Robin Williams, al solito, giganteggia, stavolta nel ruolo del Mago, un novello Fagin amareggiato e disilluso, che crede solo nel denaro perché ogni altra fede gli è stata strappata dalla vita: non un cattivo, ma una figura tragica in attesa di redenzione. Le debolezze della narrazione (decisamente esagerata la sequenza con gli spartiti) passano in secondo piano rispetto all’atmosfera magica che la colonna sonora in unione con l’interpretazione del giovane protagonista, da sole, riescono a creare. Un film minore, non un capolavoro, La musica nel cuore è comunque poetico, coinvolgente, appassionante, una bella favola da ascoltare senza pretese di realismo o di credibilità.

TITOLO ORIGINALE: August Rush

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