LA7, 21.10: S1m0ne

S1M0NE di Andrew Niccol. Con Al Pacino, Rachel Roberts, Catherine Keener, Winona Ryder. USA, 2002. Commedia.

Secondo film di Andrew Niccol, S1m0ne ha ricevuto una nomination ai Saturn Awards. Viktor Taransky è un regista considerato un grande autore, ma ormai è in crisi ed il mercato non capisce più i suoi film. Sull’orlo del disastro, Viktor viene salvato da Hank Aleno, un genio dell’informatica che ha creato per lui un software con cui è possibile creare personaggi virtuali estremamente realistici. Viktor realizza così Simone, un’attrice virtuale che viene spacciata per vera: il successo dell’attrice è tale da riportare Taransky sulla cresta dell’onda, anche se la popolarità è tutta di Simone. Il tempo passa, e Simone acquisisce quasi una vita propria, oscurando completamente il regista: geloso della propria creazione, Viktor decide di sbarazzarsene, ma la cosa risulterà essere più ardua del previsto…

Andrew Niccol, autore neozelandese, ha il vantaggio di poter guardare la società americana (ma non solo) dall’esterno, e poterne descrivere con obiettività le manie, le bizzarrie, le contraddizioni. Dopo uno splendido esordio con Gattaca, Niccol riesce a superarsi con una commedia semi-fantascientifica (il “semi” è d’obbligo considerati gli esperimenti che la Square tentò con la sua Aki Ross) che mette in scena un beffardo apologo contro la società dello spettacolo e dell’apparenza. Al Pacino è uno splendido e riuscitissimo protagonista, che incarna Viktor Taransky, regista autoriale snobbato dal cinema commerciale che riesce a rivalersi solo con l’ausilio di una star, una “donna” feticcio che il pubblico possa adorare, salvo poi andare incontro a imbarazzanti lapsus freudiani e riconoscerle inconsciamente, alla premiazione degli Oscar, una importanza maggiore che a sé. Il pubblico, d’altra parte, è facilmente ingannato da un’attrice finta: “è più facile far credere una cosa a milioni di persone che ad una sola”, e gli ingranaggi del mondo dello spettacolo fanno il resto, pubblicizzando e replicando un’immagine, una notizia, una voce, ad una frequenza tale da renderla vera, indipendentemente dalla sua fondatezza. In S1m0ne non esistono campi separati: la (dis)cultura dell’immagine tritura tutto, dal cinema alla musica, dal gossip alla cronaca alla politica, in un frullato mediatico che non ha più realtà di quanta ne abbia la SIMulation ONE del titolo. Niccol richiama anche una certa nostalgia nei confronti dei tempi in cui il cinema non era “contaminato” dal digitale (più nel senso di un asservimento del contenuto all’immagine che di un semplice utilizzo di nuove tecniche), ribadisce la necessità di una genuinità a fondamento di un’opera (qualunque sia, dall’arte cinematografica alla diffusione di una notizia alla creazione di una famiglia) ma non si fa illusioni sulla dipendenza del grande pubblico dal culto delle immagini stesse, spiazzando con un finale di una cattiveria inaspettata, rovesciando la pericolosa ombra di buonismo che si stava affacciando nell’ultima parte. Ogni personaggio presente rimanda in qualche modo ad un computer, reale od esistente (è presente anche un “Hal”, in riferimento all’HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio), ribadendo l’assoluta centralità del digitale in un cinema che pretende ancora di essere autentico e ricco di contenuti. Cattivo ma con scopo, intelligente ma mai intellettualista, decisamente divertente ma mai stupido, Niccol firma con S1m0ne quello che ad oggi è il suo miglior film, splendida satira e brillante commedia.

TITOLO ORIGINALE: S1m0ne

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