SKY CINEMA 1, 21.00: Shutter Island

SHUTTER ISLAND di Martin Scorsese. Con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams. USA, 2010. Thriller.

Tratto dal romanzo L’isola della paura di Dennis Lehane, Shutter Island ha ricevuto una nomination ai Teen Choice Awards. Shutter Island, 1954: gli agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule vengono inviati al manicomio criminale di Ashecliff per indagare sulla scomparsa di una paziente, Rachel Solando. Giunti sul posto, i due agenti vengono subito trattati con freddezza e scarsa collaborazione dal personale dell’ospedale psichiatrico, mentre il mistero sulla scomparsa della donna si infittisce: porta della cella sbarrata, nessun punto cieco nei corridoi, nessun luogo dove nascondersi sull’isola, sembra impossibile che la paziente sia mai potuta evadere. Daniels e Aule, con le loro indagini, si addentrano in un mistero la cui soluzione sarà più terrificante del previsto…

I diritti dello splendido thriller L’isola della paura di Lehane furono richiesti già dalla data d’uscita (2003) dalla Columbia, ma le trattative non andarono in porto; fu la Phoenix Pictures ad acquistarne i diritti, fino a che poi il progetto non tornò nelle mani della Columbia, stavolta affiancata dalla Paramount. Con Shutter Island si rinnova il sodalizio artistico fra il regista Martin Scorsese e l’attore Leonardo Di Caprio, cominciato con Gangs of New York e proseguito con The aviator e The departed – Il bene e il male, unione che indubbiamente ha dato i suoi frutti, ma che in Shutter Island non dà gli effetti sperati. Il film, un thriller psicologico dalla sceneggiatura fin troppo sintetica e compressa, manca di tensione, di suspense, e l’interpretazione fin troppo insistita di Di Caprio e di molte delle comparse rende il finale fin troppo prevedibile. Buono il gioco di atmosfere, che omaggia Hitchcock e l’horror anni ’40, ma lo svolgersi dell’intreccio è fin troppo frettoloso e rischia di rovinare l’effetto complessivo. Scorsese tenta di essere calligrafico rispetto al romanzo di Lehane, ma il passaggio di media non rende e gli inevitabili tagli sulla storia compromettono la buona riuscita dell’operazione. Unica aggiunta nella trama, peraltro significativa, sta nella battuta finale di Di Caprio, un barlume di libero arbitrio che identifica la malattia mentale come una scelta consapevole, un rifugio pirandelliano da una vita, da un passato, da una colpa altrimenti intollerabili. Nel complesso, comunque, c’è ben poco di memorabile in Shutter Island: notevoli solo le ambientazioni, la fotografia, e l’impagabile interpretazione di Ben Kingsley.

TITOLO ORIGINALE: Shutter Island

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2 Comments

  1. Il film è molto interessante soprattutto per come viene raccontato, il finale può essere spiazzante o meno a seconda dei punti di vista, è volutamente ambiguo. Alla domanda: è lui il pazzo o si tratta di un complotto? Si potrebbe rispondere con : cosa s intende nel contesto del film per pazzia?
    Siamo negli anni cinquanta, stati uniti, guerra fredda, ambiente da “caccia alle streghe” maccartista, appena finito il secondo conflitto mondiale. Tenendo tutto questo in considerazione azzardo una mia spiegazione personale: quando il protagonista parla con il personaggio di Noicey, trovato nel reparto di massima sicurezza dell ospedale che lui credeva traumatizzato e condizionato in seguito a delle esperimenti con composti psicotropi, diventato in seguito un omicida, si ricordava che costui aveva implorato al giudice di scontare la pena in un penitenziario normale e non in manicomio. Nella ipotesi che Noicey fosse solo una proiezione della sua mente, potrebbe essere che il protagonista in seguito al omicidio della moglie( rea di aver ucciso i loro tre figli in un momento di depressione profonda) avesse cercato di conservare la sua sanità mentale ma fosse stato ” costretto” forse dai suoi stessi superiori a considerare la possibilità d infermità mentale ( e di farsi curare di conseguenza) perché sospettato di attività antiamericane e simpatie socialiste, finendo per diventare veramente un malato di mente e cavia da esperimenti ( che in quel contesto potrebbero essere giuste o meno, si parla appunto delle prime prove in campo della clorpromazina, il primo farmaco usato per curare la demenza violenta). Questa ipotesi potrebbe anche spiegare il perché del personaggio della malata/ psichiatra nascosta dentro la grotta, tenendo anche conto che il nostro è un reduce di guerra che ha partecipato alla liberazione di Dachau, dove si praticavano orridi esperimenti a danno dei prigionieri e tutto viene in seguito analizzato attraverso la sua ottica: e sterminio, esperimenti, malattia.

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